la Repubblica, 18 marzo 2017
James Cotton, addio al re dell’armonica blues
La sua armonica suona con il blues dei più grandi, da Muddy Waters a B.B. King, da Sonny Boy Williamson a Johnny Winter, si accompagna al rock dei Grateful Dead e di Santana, intreccia gli inconfondibili riff di chitarra di Keith Richards. Ma il nome di James Cotton, uno dei più grandi armonicisti del ventesimo secolo, conosciuto con il nomignolo di “Mr. Superarmonica”, risplende da sempre anche di luce propria grazie ad una serie di dischi fondamentali pubblicati dalla fine degli anni 60, a cominciare da Pure cotton registrato per la Verve. Nonostante abbia continuato a suonare dal vivo e a pubblicare album fino a qualche anno fa, la sua stella ora si è spenta. James Cotton aveva 81 anni: polmonite, recita la diagnosi del St. David’s Medical Center di Austin, in Texas.
James Cotton era nato nel delta del Mississippi il primo luglio del 1935. I suoi genitori lavoravano in una piantagione di cotone a Tunica, il padre era un predicatore, la madre aveva la passione per l’armonica: fu proprio lei ad iniziarlo allo strumento e quando Cotton aveva soltanto 9 anni lasciò la famiglia per raggiungere Sonny Boy Williamson, il grande armonicista che il piccolo Cotton aveva scoperto ascoltandolo alla radio e che in pratica lo adottò, prendendolo in casa e diventando prima il suo maestro e poi suo mentore.
È l’inizio degli anni Cinquanta quando James Cotton comincia a suonare l’armonica nella band di Howlin’ Wolf e pubblica il primo singolo a suo nome per la Sun Records di Memphis, la stessa etichetta per cui incideva Muddy Waters il quale dopo qualche anno gli offre un posto da armonicista nella sua band a Chicago. Con il grande chitarrista blues resta per oltre dieci anni, tra il 1955 e il 1965, e l’anno successivo fonda la James Cotton Band con la quale pubblica il suo primo album e comincia ad esplorare il rock blues realizzando le prime collaborazioni con Janis Joplin, i Grateful Dead, i Led Zeppelin, Santana e ancora, tra gli altri, Steve Miller e Freddie King.
L’apice della notorietà lo raggiunge nel ‘77 quando torna a collaborare con Muddy Waters per Hard again, l’album prodotto da Johnny Winter che conquista un Grammy. Cotton ha continuato a pubblicare album anche negli anni 80 e 90 e nel ‘97 ha vinto un Grammy con Deep in the blues. L’ultimo album è Cotton Mouth Man, nominato al Grammy nel 2014.