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 2017  marzo 18 Sabato calendario

Tirate fuori i kumquat

Ed è anche uno degli agrumi più facili e sicuri da coltivare in terra là dove il clima sia mite ma non così tanto caldo da arrischiare la messa a dimora di aranci, mandarini o limoni. È infatti prerogativa del kumquat, detto anche mandarino cinese, quella di andare in riposo vegetativo durante l’inverno, da novembre fino a marzo inoltrato, mantenendo la sua chioma lucida e sempreverde, ma interrompendo l’emissione di nuovi getti e di nuove gemme, il che comporta una particolare (e pur sempre relativa) resistenza al freddo e alle gelate tardive. Al nord è comunque da coltivarsi in vaso, riparato durante l’inverno come tutti gli altri agrumi, preferibilmente in un luogo luminoso, fresco e soprattutto ben arieggiato, per scongiurare il rischio di cocciniglie e ragnetti rossi. In queste giornate ormai decisamente primaverili i vasi possono venire portati fuori, innaffiati e leggermente concimati, in modo da favorirne la ripresa e da garantire future generose raccolte.
Non per nulla il kumquat proviene dalle regioni più occidentali e fredde della Cina, dalle valli del Sichuan e dello Yunnan in particolare, là dove le temperature d’inverno sono troppo rigide per la sopravvivenza degli altri agrumi. Ed il nome con il quale è comunemente conosciuto non sarebbe altro che una distorsione ad uso occidentale della difficilissima pronuncia dei relativi ideogrammi. Citrus japonica è il suo vero nome ed è evidentemente il frutto di un errore: quando alla fine del Settecento il botanico svedese Peter Thunberg, esplorando in lungo e in largo il Giappone sotto le mentite spoglie di medico olandese, avvistò per la prima volta il kumquat lo prese per una specie locale, mentre in realtà era stata secoli prima importato dal Celeste Impero, come spesso è capitato per la tanto declamata flora “nipponica”. Ben più recente è invece il cambio di nomenclatura in Fortunella japonica, in onore di Robert Fortune, plant-hunter scozzese che portò la prima pianta in quel di Kew a metà dell’Ottocento, e ancora più recente e molto discusso è l’attuale ritorno nel genere dei Citrus. A Corfù il kumquat è coltivatissimo, tanto da venir considerato una vera specialità locale importata un po’ in tutto il mondo. E pensare che sull’isola la pianta arrivò soltanto agli inizi del secolo scorso, per mano di Sidney Merlin, botanico inglese trapiantato in Grecia, che lo coltivò nei suoi famosi giardini insieme all’ormai diffusissimo arancio “Washington Navel”, ai tempi una vera rarità. Robusto e bello è ormai diventato nel tempo una delle piante più comuni nei giardini d’Italia. Giustamente...