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 2017  marzo 18 Sabato calendario

La sfida alle slot machine milionarie ma i divieti non fermano il business

RIMINI Sembra di entrare nel mitico Campo dei Miracoli di Pinocchio. E non serve nemmeno sotterrare le monete e aspettare che cresca l’albero degli zecchini. Basta infilare i denari nelle apposite fessure e aspettare lo scampanellio che può cambiarti la vita: ecco qua 10.000, 100.000 e anche 500.000 euro. Ragazze sorridenti che sembrano aspettare proprio te, pasticcini, spumanti, musica… Ma chi entra a Enada Spring, 29a mostra internazionale degli apparecchi di Intrattenimento e da Gioco, è un “operatore professionale” che non si lascia distrarre. Vuole sapere cosa c’è di nuovo nel Paese dei Balocchi, per poter attirare nuovi giocatori e trasformarli in affezionati clienti.
Eccola qui, la Ferrari delle slot machine. “Sphinx 3D”, il suo nome. «In anteprima e in esclusiva la nuova dimensione del gioco. Tecnologia in 3D senza occhiali speciali». È nel grande padiglione di Lottomatica, e accanto a lei ci sono le sorelle Ocean Magic, Sphinx wild…Meglio leggere le istruzioni. Una partita costa da 0,50 a 10 euro. Nella singola macchina puoi vincere 5.000 euro, nella stessa sala puoi arrivare a 100mila e in rete puoi portare a casa il mezzo milione. Giocare “in rete” è come puntare al Superenalotto. Tu metti i soldi che magari andranno in tasca a un altro cliente che lontano da te ha azzeccato il jackpot. Un altro particolare: a queste star delle slot non si offrono monete. Solo banconote, da «5, 10, 20, 50, 100, 200, 500 euro». Per fortuna, dopo avere infilato cinquecento euro, non ti viene mal di schiena. «Design ed ergonomia» sono infatti studiati «per amplificare l’esperienza di gioco».
Musica, balli e cioccolatini non riescono a nascondere la guerra non tanto sotterranea che si sta combattendo nel mondo del gioco. Bisogna partire dalle sigle. Awp (Amusement with prizes) sono le new slot che con la puntata di 1 euro (alla volta e per tutte le volte che vuoi) ti permettono di vincerne fino a 100. Vlt ( Video lottery terminal) sono invece quelle che, ben alimentate con le banconote, possono “regalarti” mezzo milione. «Queste Vlt – dice subito Raffaele Curcio, presidente della Sapar (Associazione nazionale servizi apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative) – hanno avuto ed hanno uno sviluppo impressionante. Sono arrivate nel 2010 e oggi in Italia sono 52.000, la più alta concentrazione europea. I miei associati lavorano per l’80% con le Awp, che sono 380.000. Ebbene, con un numero così alto, le Awp in un anno incassano – contando le monete infilate nelle slot – 25 miliardi. Le Vlt, che sono 1/7 della Awp, ne incassano 23. Qualcosa non quadra».
Malati di gioco inviati in comunità, famiglie distrutte, divieti decisi da Comuni e Regioni ma il business non si ferma. «Nel 2016 – annunciano la Enada e Sapar – la raccolta complessiva è stata di 88,2 miliardi di euro, con un aumento dell’8% rispetto al 2015. Di questi, 71 miliardi sono tornati ai giocatori con le vincite. La spesa reale è stata quindi di circa 17 miliardi». Novemila le imprese, fra costruttori di macchine, concessionari e gestori. Questi ultimi sono 5.200 e nelle loro imprese e nell’indotto lavorano 200.000 addetti.
La guerra delle slot ha origini lontane. «Nel 2003, quando è stata fatta la nuova legge sul gioco legale – racconta il capo della Sapar – in Italia c’erano 800.000 videopoker, in gran parte in mano alla criminalità.
La legge ha aiutato il gioco legale ma adesso sono tornati i problemi. Con i divieti e le delibere di Comuni e Regioni contro la ludopatia non sappiamo più come comportarci. Ci sono città come Bolzano dove, tenendo conto della distanza da scuole, ospedali ecc., solo il 5% del territorio resta libero. La Regione Liguria, fortunatamente, ha deciso una moratoria di un anno prima di attivare la propria normativa. Senza questa sospensione, a maggio, avremmo dovuto chiudere tutte le nostre aziende. E sa che succede ormai da mesi? Nei territori dove le slot sono state tolte da bar, tabacchi eccetera sono apparsi quelli che noi addetti ai lavori chiamiamo i Totem, macchinette che sono un misto di Awp e Vlt e che spesso sono in mano a chi un tempo gestiva i videopoker illegali».
Il mondo del gioco e dei soldi cerca di rifarsi una verginità. «Torniamo all’amusement, al divertimento. La nostra generazione è cresciuta a flipper e calcio balilla, giochi che permettevano l’incontro, la socialità. Creiamo luoghi dove le famiglie possano giocare assieme». In fiera, ci sono ancora i calcio balilla (800 euro), i flipper dove oltre alla pallina segui sullo schermo la fiction preferita, le freccette, i biliardi… «Creiamo spazi per i bambini, perché giochino come facevamo noi», dice Curcio. Sperando che lascino a casa l’iPad, con il quale giocano già a 3 o 4 anni.