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 2017  marzo 18 Sabato calendario

Erdogan ai turchi in Europa: «Fate 5 figli»

ANGELA Merkel con i baffetti alla Hitler su un giornale filo governativo. Due comizi proibiti per il partito all’opposizione. La visita di diplomatici negata al corrispondente del quotidiano Die Welt in carcere a Istanbul. Non c’è giorno, in questo periodo drammatico in Turchia, che il Paese della Mezzaluna non faccia parlare di sè. Ieri, nuovamente, anche per le parole del suo leader, che in campagna elettorale non risparmia strali contro i Paesi europei colpevoli di avere vietato l’ingresso ai suoi ministri inviati per tenere comizi a favore del partito al potere.
«Faccio un appello ai miei fratelli in Europa – ha detto Recep Tayyip Erdogan da una tribuna di Eskishehir, nel nord dell’Anatolia – Vivete in quartieri migliori. Comprate le auto migliori. Vivete nelle case migliori. Non fate tre figli, ma cinque. Perché voi siete il futuro dell’Europa. Questa sarà la migliore risposta all’ingiustizia che vi è stata fatta», ha scandito il presidente ad alta voce davanti a un largo seguito di sostenitori in festa che agitavano bandiere e acclamavano il suo nome.
Le femministe turche, sempre molto agguerrite, stanno già replicando sui social media con vigore alle parole del capo dello Stato. Quando, già alcuni anni fa, Erdogan consigliò alle donne di fare almeno tre figli nella loro vita (lui e la moglie Emine hanno due maschi e due femmine), il leader fu duramente contestato. «Adesso – si legge in alcuni commenti su Twitter – Erdogan lancia come provocazione la bomba demografica in Europa». L’appello è esplicitamente rivolto ai cittadini turchi, spesso dotati di doppio passaporto, che risiedono ormai da generazioni in diversi Paesi del Vecchio continente. Ma il presidente non si è limitato a riaprire il fronte della questione femminile. Altre frasi stanno facendo rumore. Come quelle sulla kippah ebraica. Tornando a condannare, come ha fatto due giorni fa, il bando del velo nei luoghi di lavoro, definendolo una “crociata” anti-Islam, Erdogan, musulmano osservante, ha commentato così il provvedimento: «Siamo stanchi di tutto questo. Voi dite che è libertà di religione. Io vi sfido a vietare la kippah». Bersagli dei suoi attacchi ripetuti soprattutto la Germania e l’Olanda. Il 16 aprile prossimo la Turchia voterà per passare dal sistema parlamentare a quello presidenziale. Un appuntamento a cui il leader tiene molto. «Vogliamo avere una Turchia più forte», spiega. «Cosa che in Europa invece non vogliono». Il ministro dell’Interno, Suleyman Soylu, dopo aver minacciato di lasciar passare i profughi facendo carta straccia dell’accordo siglato un anno fa, ieri si è così espresso: «Se volete, vi mandiamo i 15 mila rifugiati che non mandiamo ogni mese e vi chiariamo le idee. Dovete ricordarvi che non potete pianificare un progetto in questa regione a dispetto della Turchia».