la Repubblica, 18 marzo 2017
L’amaca di Michele Serra
La famosa citazione di Sandro Pertini, però a rovescio: svuotate i granai, riempite gli arsenali. Dati alla mano, è questa la politica di bilancio di Trump. Se gratti il populismo trovi la destra, in questo caso quella più antica e greve: nazionalismo, militarismo, maschilismo e naturalmente un rapporto ferreo con Wall Street, perché l’argenteria va comunque messa in salvo. Se i poveri stanno male e non possono curarsi, si arrangino. Quanto all’ambiente, non cerchi di impietosirci: la grandezza della Patria viene prima di qualunque fola ecologista.
Quelli (tanti, anche in Italia) che hanno salutato la vittoria di Trump come una inevitabile punizione dell’establishment mondialista e radical-chic si facciano una domanda e si diano almeno mezza risposta: chi pagherà il prezzo, adesso? Non Wall Street, non i Clinton, non gli Obama, non il ceto colto e benestante che comunque si poneva, magari goffamente, qualche questione sociale, e continuerà a porsela privatamente con le sue fondazioni e le sue conferenze (strapagate). Il prezzo lo pagheranno i poveri d’America con meno sanità, meno welfare, meno istruzione, imbottiti di junk food e impasticcati fino dall’infanzia. Una plebe intossicata, disinformata e succube che però può sventolare, sopra le sue casette di compensato, la bandiera americana. Che truffa, ragazzi.