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 2017  marzo 18 Sabato calendario

Alitalia, Etihad e banche a confronto

Il cantiere Alitalia rimane aperto anche dopo l’approvazione del piano industriale nel consiglio di amministrazione del 15 marzo. La presentazione del piano ai sindacati ieri ha confermato le difficoltà di un’operazione che, per il risanamento della compagnia, punta soprattutto sul taglio dei costi: da ieri è ufficiale che ci sono 2.037 esuberi tra il personale di terra e c’è una richiesta di ridurre gli stipendi del 31% in media, come anticipato dal Sole 24 Ore.
I sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Ta hanno respinto i tagli richiesti e proclamato uno sciopero di 24 ore per il 5 aprile. Il governo cercherà di mediare. Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, ha convocato i sindacati e l’azienda per lunedì 20 marzo alle 16,30. Ci saranno anche i ministri Graziano Delrio (Trasporti) e Giuliano Poletti (Lavoro).
Oltre a questo fronte rimane bollente quello tra le banche azioniste, UniCredit e Intesa Sanpaolo, il management della compagnia guidata dall’a.d. Cramer Ball e il socio degli Emirati Arabi Uniti, Etihad Airways. È previsto un nuovo incontro nei prossimi giorni tra i rappresentanti delle banche e gli uomini di Etihad per discutere le deleghe da assegnare a Luigi Gubitosi, il manager candidato dalle banche per il quale è stato concordato, secondo il comunicato dell’ultimo cda, il ruolo di presidente operativo. In origine le banche lo volevano a.d. al posto di Ball. 
Gubitosi, che è anche consigliere di amministrazione della società editrice di questo giornale, per il momento è stato cooptato nel cda come semplice consigliere, senza deleghe. Ha partecipato sia all’incontro con il governo due giorni fa sia a quello di ieri con i sindacati. Al suo fianco Ball, con il quale Gubitosi è già entrato in rotta di collisione per le deleghe, come riferisce chi ha assistito ad alcuni dialoghi piuttosto ruvidi fra i due.  
Le deleghe da affidare a Gubitosi (comunicazione, rapporti istituzionali, relazioni con i sindacati, vorrebbe anche la finanza) saranno sottratte a Ball, il quale ha tenuto a precisare che rimarrà lui l’amministratore delegato.
Le banche non si fidano di Ball né della prima linea di manager, tutti di provenienza Etihad, il socio forte con il 49% di Alitalia, quello che ha messo più soldi nella compagnia e che è disposto senza battere ciglio a fare le prossime iniezioni di cassa richieste. Sono previsti 500 milioni di euro per il piano, più altri 500 milioni circa di «contingent equity», le garanzie per coprire i rischi. 
Tornando al piano, oltre ai 2.037 esuberi ufficializzati, come riferito dai sindacati, ci saranno anche fino a 800-900 esuberi (cifra non confermata dall’azienda) tra piloti e assistenti di volo, per la messa a terra di 20 aerei di corto raggio, Airbus 320. «Su questi numeri non si tratta, sono 163 milioni di tagli sul costo del lavoro», ha commentato Nino Cortorillo, segretario della Filt-Cgil. «Questo non è un piano di sviluppo ma di sopravvivenza», secondo Emiliano Fiorentino della Fit-Cisl.  
«Le misure sul personale sono dolorose ma necessarie», ha replicato Ball. Alitalia dice che tra il 2019 e il 2021 entreranno in flotta sei aerei a lungo raggio, oltre «ai due già previsti tra il 2017 e il 2018». «Il piano non è credibile, con tagli sul costo del lavoro e sugli organici e ipotesi di aumento dei ricavi sul lungo raggio con l’ingresso di 8 aerei in 5 anni, ipotesi molto remota che non ci dà la possibilità di credere ai ricavi», ha affermato Claudio Tarlazzi della Uilt. «Il piano non è accettabile, è dannoso per l’economia e per i lavoratori», ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.