La Stampa, 18 marzo 2017
Parcheggi, rifiuti, dehors e impianti sportivi. A Torino la stangata fiscale di Appendino
Che il 2017 sarebbe duro, durissimo, era prevedibile. Chiara Appendino, che sebbene governi Torino da nemmeno nove mesi si muove già con il piglio del politico navigato, l’aveva indirettamente annunciato qualche settimana fa, direttamente in Consiglio comunale, lasciando anche intendere di volere sopportare da sola il peso di certe scelte: «Non si può dire che la Città sia in equilibrio finanziario, non si può negare l’evidenza. Mi assumo tutta la responsabilità delle scelte che devo fare, ma anche altri dovrebbero farlo. Le storture del passato ci sono, serviranno correzioni dolorose».
Il bilancio non è ancora stato presentato (era annunciato per fine febbraio, il che la dice lunga su quanto si stia rivelando ostico farlo quadrare) ma le correzioni dolorose cominciano a vedersi dalle tariffe per i servizi che il Comune garantisce ai cittadini. La giunta Cinquestelle in un colpo solo ha deciso di aumentare le imposte per dehors, passi carrai e occupazioni di suolo pubblico (quindi anche gli eventi), di ritoccare il costo degli impianti sportivi (piscine, campi da calcio, palestre, pattinaggio) e anche la tassa rifiuti, sia per le famiglie che per le attività con la sola eccezione degli ambulanti dei mercati, categoria molto vicina ai Cinquestelle cui – a dire il vero – già la giunta Fassino aveva promesso uno sconto.
Alcune tariffe sono invece destinate a esplodere. Ottenere il permesso per parcheggiare sotto casa, per chi abita nelle zone (ormai molte) dominate dalle strisce blu oggi costa 45 euro. Domani i 51 mila torinesi che hanno il tagliando pagheranno in base al reddito, ma i 45 euro saranno riservati solo a chi ha un reddito Isee inferiore a 24 mila euro. Gli altri pagheranno 90 o – se hanno un Isee che supera i 50 mila euro – ben 180 euro l’anno.
A Palazzo Civico non si scompongono di fronte alle polemiche già galoppanti. «Questa amministrazione vuole incentivare in centro l’uso dei mezzi pubblici; le tariffe sono state adeguate a quelle delle principali città», spiega Sergio Rolando, chiamato da Appendino a gestire l’assessorato al Bilancio dopo aver guidato gli uffici delle finanze in Regione negli anni di Bresso e Cota.
«Non abbiamo approvato nessuna stangata», è il mantra dell’amministrazione Cinquestelle, che rischia di incrinarsi di fronte al raddoppio – da 100 a 200 euro – del costo del permesso per entrare nella zona a traffico limitato. E ancora di più davanti alle agevolazioni sulla tassa rifiuti in forse. Ai tempi delle giunte di centrosinistra chi aveva un reddito inferiore a 24 mila euro poteva contare su sconti tra il 20 e il 50%. Il Comune copriva il mancato incasso attingeva al bilancio generale circa 6 milioni. Soldi che adesso sono in forse. «Dipende dalle compatibilità del bilancio», taglia corto l’assessore Rolando. Intanto altre 50 mila famiglie – stavolta a basso reddito – incrociano le dita.