La Gazzetta dello Sport, 18 marzo 2017
Morsi, orecchie, pantere: Juve-Barça è un romanzo
Orecchi sfiorati, spalle addentate, fegati spappolati: sembra un romanzo di Bukowski, ma l’hanno scritto Juve e Barça. Non ha neanche tante pagine, 9 precedenti appena: 2 pari, 4 vittorie bianconere, 3 blaugrana. E, in controluce, in questa grande storia brillano tante piccole storie.
bobby e kryptonite Era la prima volta, 16esimi di Coppa delle Fiere ‘70-71: a Bobby gol piacque la novità. Gol di Bettega al Camp Nou nel 2-1 Juve all’andata, gol con lo stesso punteggio al ritorno. Al Comunale il secondo lo segnò Fabio Capello: da grande sarebbe diventato la kryptonite dei catalani.
julio e gai Negli ultimi decenni, la gente di Catalogna si è fatta di bocca buona. Ma ci fu un tempo in cui l’idolo delle masse si chiamava Julio Alberto: la saetta che il difensore infilò nei quarti di andata della Coppa Campioni ‘86 è stata per anni il gol più ricordato al Camp Nou. C’era davanti la Juve di Platini campione di tutto, e quell’umile Barça aveva ancora abitudini provinciali. A fine partita Luis corse verso Scirea e conservò per anni quel 6 bianco e nero come una reliquia. Boniperti cercò pure di prenderlo, ma l’asturiano scelse altre strade: anni dopo annegò in un mare di debiti, alcol, droga e depressione. Tentò cinque volte il suicidio, ma peregrinando in cerca di pace portò sempre con sé un pezzo di Gai. Alle Maldive, poi, conobbe Stefano, cuoco italiano che nulla sapeva della sua gloria perduta. Gli fu amico nel momento peggiore: oggi ha la maglia di Scirea.
orecchi ed errori Il ritorno al Comunale è un brivido per una generazione. Lo scozzese Archibald segnò di orecchio e ancora oggi fa il simpatico: «Se volete, lo insegno a Messi». A infestare le notti bianconere, però, fu il povero Marco Pacione: senza Serena e Briaschi, toccò a lui. Troppe volte nel tempo gli si è ricordato quante reti divorò dopo il pari di Platini: la squadra del Trap uscì e Pacione, ceduto al Verona, ha imparato che Juve-Barça può rovinarti una carriera.
panterone La semifinale di Coppa delle Coppe ‘90-’91 era Stoichkov vs Baggio: due del bulgaro all’andata (3-1 finale), punizione dolce del codino al ritorno. Bisognerà aspettare 12 anni per la più sofferta delle rivincite: Zalayeta fu il condottiero di un quarto di Champions da leggenda. La squadra di Lippi pareggiò all’andata in casa, stesso 1-1 al 90’ in trasferta. Poi i supplementari in 10 per il rosso a Davids: parata da extraterrestre di Buffon e, sul contropiede di Birindelli, la girata al volo del Panterone. Un eroe per caso, un anti-Pacione.
canini a posto Più che la Coppa alzata dal Barça, più che l’orgoglio e il rimpianto per ciò che poteva essere e non è stato, di Berlino 2015 resterà un’assenza: l’infortunio di Chiellini prima della finale impedì il rendez vous con Suarez dopo la dentata di Luis mesi prima al Mondiale brasiliano. Ormai la tensione si è sciolta e, quando si rivedranno l’11 aprile, i canini dovrebbero stare a posto.
quel palo Un palo, c’è anche quello e pazienza se chi lo colpì non era di bianconero vestito. Il legno di Niang nel 2013 poteva spezzare l’incubo di Allegri: dopo un capolavoro a San Siro, in quel momento il suo Milan perdeva solo 1-0 prima del naufragio. Max in 3 delle ultime 4 è stato fatto fuori dal Barça: nell’altra c’era Guardiola al Bayern, in fondo è sempre la stessa maledizione catalana.