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 2017  marzo 17 Venerdì calendario

Paola, la mamma presidente. «Spinta dai miei due figli»

Col rumore di una piuma che cade lo scorso 4 marzo si è consumata una vera rivoluzione all’interno delle istituzioni sportive italiane. Per la prima volta una donna è stata eletta presidente di uno dei 21 comitati regionali Coni. Lei è Paola Mora e la sua candidatura, in Trentino, ha sconfitto quella di Osvaldo Carbonari. Il suo concorrente proviene dal calcio. Lei dalla vela. «Il primo a chiamarmi è stato il presidente Malagò», racconta la neo-eletta, classe 1957, «mi ha detto “sono molto contento perché anche questo muro è stato abbattuto”. Mi è parso da subito incredibile che una donna non fosse mai arrivata così in alto nello sport italiano ed è difficile trovare una spiegazione a questo fenomeno. Maschilismo, misoginia? Non so se sia questo il problema alla base di questa idiosincrasia, io però non ho incontrato niente di tutto ciò sulla mia strada. È stato un percorso rapidissimo il mio, la candidatura è nata in pochi mesi, provengo dal circolo velico del lago di Ledro, ne sono stata presidente, ma soprattutto, sono stata una sportiva, ho praticato atletica e sci, e sono mamma di due ragazzi che lì hanno imparato i primi rudimenti. Loro mi hanno portato a intraprendere questo percorso, in un certo senso. Spero che questa vittoria possa essere la vittoria di tutte le mamme che fanno sacrifici per regalare dell’ottimo sport ai propri figli, delle mogli che assecondano la passione dei mariti e di tutte le donne che fanno sport a ogni livello. Spero, anche, che sia il segnale di un mutato sentimento, di un cambiamento di mentalità».
Attualmente, tutte le federazioni sportive italiane sono guidate da uomini. È sempre stato così, con una sola, unica, recente eccezione. Antonella Dallari, per un pugno di mesi tra il 2012 e il 2013, al vertice degli Sport equestri, prima di essere destituita, senza mai entrare nel pieno delle sue funzioni. «All’epoca della mia elezione, un gruppo di tesserati fece ricorso in modo pretestuoso per anomalie nel sistema di voto. In realtà, stavo cercando di mettere mano ai conti di una federazione che allora registrava un deficit di 14 milioni. Dopo la mia caduta, stranamente si procedette con un commissariamento, durato due anni. Quella delusione mi ha portata a uscire da quel mondo e a non tornarci più. Più che il mio essere donna, venne punita forse la mia voglia di trasparenza. Certo, la mia elezione aveva fatto scalpore, la politica sportiva è lontana anni luce dalla società che la produce. Se le donne hanno fatto molti passi avanti nel mondo reale, nello sport siamo incredibilmente indietro. Faccio i miei complimenti e i miei auguri a Paola Mora».
Nell’ultima tornata elettorale per il rinnovo dei vertici delle federazioni sportive nazionali, s’è presentata una sola donna, Norma Gimondi, primogenita del mitico Felice, sconfitta nemmeno troppo nettamente da Renato Di Rocco nella corsa alla presidenza della Federciclismo.