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 2017  marzo 17 Venerdì calendario

I casi di morbillo in crescita del 230%. «Italia troppo indietro con le vaccinazioni»

ROMA I dati erano troppo allarmanti per non diffonderli subito, sebbene incompleti. Il ministero della Salute ha preferito lanciare un avvertimento ai cittadini e, implicitamente, ai genitori resistenti. Il morbillo ha colpito in modo duro in questi ultimi mesi di sorveglianza. Finora i casi sono già circa 700 contro gli 844 dell’intero 2016. L’aumento, sullo stesso periodo del 2016 (ci furono 220 casi), è del 230 per cento. Significa che i ripetuti appelli lanciati dalle autorità sanitarie per indurre la popolazione ad aderire alle campagne vaccinali sono caduti pressoché nel nulla e che le soglie di copertura contro questa malattia infettiva sono inferiori al limite di sicurezza.
La ministra Beatrice Lorenzin è una delle più strenue sostenitrici della politica di prevenzione vaccinale e ieri è intervenuta: «Attiveremo ogni procedura per realizzare gli obiettivi indicati dal piano nazionale di questo triennio. Quello relativo all’eliminazione del morbillo è scattato nel 2005. Malgrado la vaccinazione sia raccomandata e gratuita, nel 2015 la copertura a due anni di vita dei bambini era ferma all’85,3% contro il 95% necessario per proteggere anche chi non ha fatto la profilassi». La più esposta è la provincia di Bolzano, con il 68%; seguono con dati negativi Toscana, Lombardia e Lazio.
La prevenzioneNon deve essere solo responsabilità delle associazioni naturiste che storicamente combattono i vaccini con metodi terroristici: nelle zone dove conducono la loro azione (ad esempio il Veneto e il Nordest) la situazione non è tale da porle in cima alla classifica negativa. Può voler dire che i cittadini si tengono lontani dai servizi vaccinali non solo per ideologia o convinzioni errate sui rischi della prevenzione. Forse si sono allontanati dalla sanità pubblica per difficoltà socio economiche o perché, visti gli scandali corruttivi, non si fidano più. O perché non tutti gli ambulatori per la prevenzione funzionano come dovrebbero. Alcune Regioni, intanto, sono ricorse a leggi che prevedono l’obbligo di certificazione dei vaccini cosiddetti obbligatori per entrare all’asilo nido.
Le «leggende»«Restano tantissimi genitori contrari nonostante le loro paure siano basate su evidenze scientifiche non consolidate», insiste Lorenzin, che i suoi gemelli li ha portati alla Asl, secondo il calendario. Continua ad aleggiare la storia dell’antimorbillo come causa di autismo, smentita dalle più autorevoli riviste mediche. Per recuperare occorrerà fare un lavoro «porta a porta».
Un altro problema grave è che tra i non vaccinati si contano anche operatori sanitari che stando a contatto con i pazienti possono trasmettere il virus. Il morbillo, in generale, è una malattia sottovalutata: c’è chi ancora ritiene si debba prendere perché rinforza il sistema immunitario.
Tutt’altro: sebbene non mortale quanto la meningite, è più diffusa e può dare complicanze gravi come l’encefalite. I bambini sotto i due anni, ai quali vengono raccomandate le dosi, rischiano di non sopravvivere o di uscirne con danni importanti.
Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità, dice: «Abbassare la guardia sui vaccini significa rischiare la ricomparsa di malattie svanite da tempo, come poliomielite e difterite. Sono in circolazione in diversi Paesi: Siria, Albania, Ucraina». L’Organizzazione mondiale della sanità nel 2005 si è prefissa l’eradicazione del morbillo, traguardo ancora lontano. Sull’allarme è intervenuto Matteo Renzi, candidato alla segreteria Pd: «Basta polemiche, sono dati pazzeschi, non si scherza».