il Fatto Quotidiano, 17 marzo 2017
Dal Trivulzio all’altra consulenza del fratello: la via crucis di Cantone
Venticinque anni dopo, ecco lo zar dell’Anticorruzione sul luogo del delitto, dove tutto cominciò. Raffaele Cantone ieri era a un convegno al Pio Albergo Trivulzio, dove esattamente un quarto di secolo fa fu arrestato l’imputato numero uno di Mani pulite, Mario Chiesa. “Mi fa uno strano effetto”, ha detto il presidente dell’Anac, “questo è uno di quei luoghi che nella memoria di un magistrato hanno sempre avuto un ruolo fondamentale. Qui è partita una delle vicende più importanti della storia giudiziaria del Paese”.
Ne sono cambiate, di cose, in questi due decenni e mezzo: “Allora nella corruzione c’era una regia dei partiti. Oggi ci sono invece schegge isolate all’interno dei partiti, che spesso cambiano anche casacca e non hanno alcuna proiezione nazionale, ma locale. È cambiata la tipologia di corruzione, è cambiata la finalizzazione dell’attività di corruzione, sono cambiati i corrotti e i corruttori. Purtroppo però la corruzione non è stata affatto sconfitta: si è ridotta qualitativamente, non numericamente”.
A guardare bene, è peggiorata: “Oggi emerge una totale subalternità di pezzi della politica ai comitati d’affari, la politica è usata come un autobus, che viene preso da qualcuno per fare affari, con interessi che con la politica non hanno nulla a che fare”.
La riflessione di Cantone nel luogo simbolo di Tangentopoli arriva in un periodo difficile per il presidente dell’Anac. Dopo essere stato celebrato come il mago dell’anticorruzione che poteva risolvere ogni problema e usato come il parafulmine contro ogni scandalo da Expo al Mose, sono arrivati anche per lui le critiche.
Il più feroce è stato il suo ex vicino di stanza, quando erano entrambi magistrati alla Procura di Napoli: Luigi De Magistris. “Bisogna capire se lo strumento dell’Anac stia funzionando, perché mi pare che il livello della corruzione sia addirittura in crescita”. Così il sindaco di Napoli ha commentato i 66 arresti di due giorni fa in Campania.
Erano molto amici quando erano colleghi, ma da tempo De Magistris è critico con Cantone. Già nel 2014 aveva dichiarato che “la corruzione continua a dilagare nonostante l’Anac”. Poi l’anno successivo si era scagliato contro il parere dell’Anticorruzione che gli aveva bocciato una sua nomina nell’azienda dei rifiuti Sapna. “Sapete chi presiede il collegio sindacale di Sapna che ha posto il problema?”, aveva chiesto De Magistris. La risposta era facile: Michele Cantone, stimato commercialista napoletano, ma anche fratello del presidente dell’Anac.
Nei mesi scorsi è balzato alle cronache anche l’altro fratello di Cantone, Bruno, che fa l’avvocato ed è comparso nella vicenda Consip perché ha ricevuto una consulenza nientemeno che da Alfredo Romeo, l’imprenditore in carcere per corruzione, con l’accusa di aver pagato per le gare della centrale acquisti della pubblica amministrazione – e proprio ieri Cantone a Radio 24 ha dichiarato sul caso del ministro Luca Lotti: “Non credo che un avviso di garanzia basti per dare le dimissioni, bisogna essere in grado di distinguere caso per caso”.
Nel 2015 la Consip aveva chiesto un parere all’Anac sulla possibilità di una coop, Cpl Concordia, di partecipare a una gara. Aveva ricevuto un’interdittiva antimafia e, se fosse stata esclusa, l’appalto lo avrebbe ottenuto l’azienda di Romeo. Ma Cpl Concordia dopo l’interdittiva era stata commissariata, quindi era rientrata nella “white list” della Prefettura. Così – risponde l’Anac – ha diritto all’appalto. Quella volta Romeo resta a bocca asciutta. Nello stesso periodo, era il novembre 2015, Romeo invita Raffaele Cantone a un convegno a Roma e, poco dopo, affida a Bruno Romeo un incarico di consulenza.
Il mese successivo, l’avvocato fratello del presidente dell’Anac presenta un ricorso al Tar di Napoli per conto della società Romeo Gestioni. Per questo i due fratelli sono stati sentiti da Henry John Woodcock e dagli altri magistrati napoletani che indagano su Romeo. Raffaele ha spiegato di non aver mai parlato con il fratello della sua attività all’Autorità anticorruzione. E Bruno ha subito interrotto ogni rapporto con Romeo. Niente di irregolare per il presidente Anac, ma qualche motivo d’imbarazzo resta sospeso nell’aria.
Ora se ne aggiunge un’altro. Il fratello Bruno – ancora lui – ha lavorato come consulente legale per i rapporti tra Infratech, il consorzio incaricato alla progettazione dell’impianto di cremazione di Pompei, e la Archi.cons di Guglielmo La Regina, uno dei 66 arrestati a Napoli, considerato il regista del “sistema” che truccava appalti milionari in Campania. Si tratta di uno dei 18 bandi del “sistema” sotto inchiesta e la traccia dell’intervento di Bruno Cantone (che ovviamente sta solo svolgendo il suo lavoro) è in una mail del 24 febbraio 2015 a una collaboratrice di La Regina: “Gentile dottoressa, le invio in allegato la bozza dell’accordo quadro”.