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 2017  marzo 17 Venerdì calendario

A Verbania le donne hanno preso il potere

Il Lago Maggiore profuma di rosa.  Ed è Verbania la città delle donne. Bellissima di suo, adagiata a forma di triangolo rovesciato sulle sponde della magnificenza, è governata da una giunta che non riesce – e immaginiamo che stia tentando di mettersi in riga con poca determinazione – ad adempiere agli obblighi di legge sulla parità di genere.  I maschi sono sotto la soglia vitale della rappresentanza politica, il sito Openpolis certifica nientemeno che la quota celeste non raggiunge il 29% della giunta, sprofonda troppo al di sotto di quel 40% che identifica l’equilibrio tra generi, la giusta armonia tra sessi, il mix vitale perfetto e politicamente procreativo.
Verbania, trentunomila abitanti, la volle nel 1939 Benito Mussolini. È divenuta prima capoluogo di provincia (del Verbano-Cuso-Ossola dal 1992) che città (titolo ottenuto nel 2007). Ha dato i natali a Cadorna e la casa delle vacanze al grande Toscanini. Verbania adesso è diventata una città totalmente femmina. Amante del rovescio ha impresso alla politica una nota trasgressiva e dunque ha deciso, senza far torto ai maschi, che fosse di gran lunga meglio tradirli. Tanto che la sindaca, Silvia Marchionini, una sociologa quarantenne, è stata voluta dalla popolazione in municipio trascinandola dal vicino paesino di Cossogno dove lei per dieci anni (2004-2014) era stata prima cittadina.
A Cossogno hanno così liberato il posto al signor Doriano Camossi, maschio, ma è evidente che il confronto non regge. Verbania è la capitale del lago, Cossogno una briciola, un muretto con una stradina e 600 abitanti che la circondano. A Verbania poi a donna è stata aggiunta donna e così la sperequazione è persino aumentata. La sindaca ha deciso di imporre in giunta quattro femmine per i sei posti disponibili, lasciando vagare la quota celeste nel consiglio comunale che, come si sa, dopo l’elezione diretta del sindaco è divenuto un organo pieno di cipria, sonnacchioso, spesso nullafacente.
Silvia invece, e con lei le assessore Marinella, Laura, Monica e Cinzia, si sono impossessate del governo, della cassa e di tutto il resto. Rosa chiama rosa e infatti nella città delle donne è stato istituito il premio letterario “Verbania for women”, ed è donna la garante comunale dei detenuti, il cui numero non conosciamo ma sembrerebbe significativo, e la rappresentanza nel consiglio di amministrazione della municipalizzata Vco Formazione è ugualmente a netto vantaggio del genere femminile.
Così è, se vi pare. La legge è legge, ma qui, per fortuna, no.