ItaliaOggi, 17 marzo 2017
Né carnivoro né vegano: l’uomo di Neanderthal mangiava di tutto
Né carnivori né vegani. Gli uomini di Neanderthal mangiavano un po’ di tutto, a seconda di quello che offrivano i luoghi in cui vivevano.
Lo si desume dal Dna estratto dalla placca dentale di quattro ominidi vissuti tra 42 mila e 50 mila anni fa, esaminati dai ricercatori di una équipe internazionale guidata dal Centro per l’analisi del Dna antico (Acad) dell’università di Adelaide, in Australia.
I resti di due Neanderthal (un uomo e una donna) sono stati scoperti nel 1886 nella grotta belga di Spy, a un’ora da Bruxelles.
Gli altri due sono stati rinvenuti a El Sidron, nel Nordovest della Spagna.
Le analisi hanno mostrato che l’ultima cena di uno degli ominidi di Spy era composta di carne di rinoceronte e muflone e di funghi. Al El Sidron, invece, nessuna traccia di carne: qui i Neanderthal avevano una dieta vegetariana a base di funghi, noci, fibre di corteccia d’albero. E, a giudicare dalla flora batterica rinvenuta, doveva trattarsi di una dieta abituale.
«La placca dentale calcificata cela i microrganismi che vivono nella bocca o che vi transitano», spiega Laura Weyrich, una delle autrici dello studio. «Vi si ritrovano anche piccole particelle di cibo. L’esame microscopico e genetico di tutte queste tracce è come una finestra aperta sul modo di vivere dei Neanderthal».
Non solo dunque sulla loro alimentazione, ma anche sulla loro flora intestinale e sulla loro salute. «Uno dei Neanderthal di El Sidron soffriva di un ascesso dentale, una traccia del quale è ancora visibile sulla mandibola», racconta Alan Cooper, direttore di Acad. «Abbiamo ritrovato tra i denti particelle di foglie di pioppo, una pianta che produce acido salicilico, il principio attivo dell’aspirina. E abbiamo trovato tracce di un antibiotico naturale derivante da un Penicillium».
Insomma, questo studio dimostra che non bisogna semplificare quando si parla di uomini preistorici, poiché essi hanno avuto comportamenti vari e complessi.