Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  marzo 17 Venerdì calendario

La lupa è morta perché sbranata dal suo branco

Non è stata uccisa con un colpo di carabina ma, sbranata da dei suoi simili, la lupa di dieci mesi che è stata ritrovata, alcuni giorni fa, nei boschi di Monastero di Lanzo. Lo ha confermato l’autopsia effettuata dai veterinari dell’Università di Torino sulla carcassa dell’animale. «L’esemplare presentava una serie impressionante di morsicature e, una di queste, ha sfondato il torace – spiega il professor Luca Rossi, docente dal dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università, che ha effettuato l’esame autoptico –. Vista dall’esterno la carcassa poteva anche sembrare essere stata colpita da una rosa di pallini ma, tutti quei piccoli buchi, erano solo il segno di molteplici morsicature». «Negli Stati Uniti, per esempio, l’aggressione tra simili è la prima causa di mortalità tra i lupi» – evidenzia Rossi. Infatti, all’inizio, i carabinieri forestali, avevano ipotizzato che la lupa potesse essere stata abbattuta a colpi di arma da fuoco. Anche perché il ritrovamento della carcassa era avvenuto proprio in un’area della Valle del Tesso, dove, nei giorni scorsi, i lupi avevano sbranato un volpino ed erano stati rinvenuti dei resti di un capriolo. «Questa è la quarta volta, nel giro di pochi mesi che, quando si trova la carcassa di un lupo, si punta il dito contro i cacciatori e poi si scopre che le cause della morte sono altre, adesso ci siamo stufati» – attacca Alessandro Bassignana, il vice presidente regionale di Federcaccia. «Abbiamo sempre chiesto alla politica di intervenire per cercare di risolvere un atteggiamento “omertoso” delle istituzioni quando si parla di lupi – incalza ancora Bassignana – adesso crediamo sia arrivato il momento che, di tutta la faccenda che ruota intorno alla presenza di questi predatori, se ne occupi la magistratura». In questi giorni Federcaccia sta valutando di presentare un esposto-dossier in Procura che raccoglie fotografie, filmati e ritrovamenti di lupi in Piemonte. «Perché, secondo noi, si sono verificate delle situazioni poco chiare e celate delle verità molto scomode, come quella sul numero reale di lupi presenti – avverte Bassignana – questo senza tenere conto delle dichiarazioni deliranti di alcuni animalisti».