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 2017  marzo 17 Venerdì calendario

Identificate sette donne nei video del santone

Sono sette le donne già identificate dalla Squadra mobile di Torino che avrebbero preso parte, nel corso degli anni, ai riti orgiastici organizzati dall’autoproclamato maestro dell’occulto Paolo Meraglia. La loro identità è stata svelata incrociando i tabulati telefonici e le immagini dei primi video trovati in casa del santone nel corso delle perquisizioni. La prima lo scorso novembre e ancora la scorsa settimana, il giorno degli arresti. Di certo loro non sono le uniche, perché sarebbero almeno una ventina le presunte vittime trascinate dal mago all’interno della setta e sottoposte a riti orgiastici per scacciare malocchio e negatività.
Vittime presunte
Tre di loro sono sorelle. Tutte nelle prossime settimane sfileranno in procura davanti ai pm Fabiolo D’Errico e Marco Sanini. Gli inquirenti vogliono capire con quanta consapevolezza le «vestali» abbiano accettato di fare sesso con il Meraglia e i suoi complici, quante siano state circuite e soggiogate. A loro verrà chiesto di raccontare la loro storia, dalle circostanze che le hanno portate in contatto con il «maestro», ex cantante negli Anni 70 e prima della pensione professore di un istituto professionale, fino alle iniziazioni all’interno della setta. Si tratta di donne adulte, tra loro non ci sarebbero minorenni, che sono state tratte in inganno da chi ha approfittato di un loro periodo di debolezza.
Video e soldi
Le indagini, iniziate lo scorso autunno, sono solo all’inizio: la polizia sta visionando decine e decine di filmati per riuscire a ricostruire l’attività di Meraglia, degli altri arrestati per violenza di gruppo. Gli investigatori sono al lavoro anche per capire se la setta avesse un tornaconto economico da questi riti. Certo, non sembra esistere un tariffario, ma la madre dell’ex fidanzato di Angela, la ragazza che ha fatto partire l’inchiesta, ha spiegato di aver consegnato al professore gioielli per migliaia di euro. Dovevano essere fusi per costruire amuleti in oro, mai ritrovati probabilmente perché mai esistiti. E c’è la testimonianza della stessa nonna del ragazzo, che già alla fine di novembre 2016 aveva raccontato in commissariato di essere preoccupata per quei continui prelievi di denaro da un conto corrente di famiglia.
In carcere
Ci sono dei punti fermi, cristallizzati dalla misura cautelare del gip che ha disposto gli arresti per Meraglia, Biagino Viotti, l’uomo che metteva a disposizione la mansarda di via Massena, e Giorgio, il ventenne trascinato nella setta insieme con la sua fidanzatina, che all’epoca delle violenze aveva appena 16 anni. I tre uomini sono chiusi nel carcere Lorusso e Cotugno, in sezioni separate perché è vietato loro parlarsi. Professano la loro innocenza e i loro avvocati difensori hanno già depositato al tribunale del riesame la richiesta di scarcerazione, o in subordine gli arresti domiciliari. Sono tutti molto provati e Meraglia chiede insistentemente della moglie. È monitorato a vista, per evitare che possa compiere gesti autolesionistici. «Dal giorno del suo arresto nessuno è andato a trovarlo – spiega il suo avvocato, Elena Beltramo -. ma lui è molto preoccupato perché la donna ha da tempo problemi di salute».