La Stampa, 16 marzo 2017
Tags : Olanda Germania Referendum 2017
Effetto turco sulle elezioni. L’Unione è sempre più lontana
La violenta crisi diplomatica tra Turchia e Olanda, scoppiata per il veto posto dall’Aja al comizio del ministro degli Esteri di Ankara a Rotterdam, ha prodotto diversi effetti collaterali. L’ultimo, solo in ordine di tempo, è la risposta dell’Europa che si è schierata compatta a difesa dell’Olanda, con i presidenti delle tre principali istituzioni unanimi nel condannare le ultime esternazioni di Erdogan sul presunto «nazismo» di Paesi Bassi e Germania. Erdogan è riuscito dove altri hanno fallito: rafforzare un unico fronte europeo comune. E mentre il ministro degli Esteri Cavusoglu minaccia di cancellare l’accordo con la Ue sui migranti e Istanbul annulla il gemellaggio con Rotterdam su richiesta di Erdogan, gli hacker sostenitori di Ankara prendono di mira diversi account Twitter, inclusi quelli di Amnesty International, Bbc Nord America, Unicef Usa e Reuters, con il messaggio: «Germania nazista, Olanda nazista». Ma a vacillare ora, non c’è solo l’accordo sui migranti. Le ultime provocazioni di Erdogan non fanno che allontanare ancora di più Ankara dall’Unione e dal Parlamento Ue sollevando di nuovo la richiesta di congelare immediatamente i negoziati per l’adesione all’Unione europea. «L’Olanda è l’Europa e l’Europa è l’Olanda. Se qualcuno vede del fascismo a Rotterdam, la città di Erasmo, è completamente distaccato dalla realtà. Siamo tutti solidali con l’Olanda: siamo europei e ne siamo fieri», ha detto il presidente del Consiglio Ue Tusk. Ha aggiunto il presidente della Commissione Ue Juncker: «L’Ue non aderisce alla Turchia, è la Turchia che aderisce all’Ue. Non accetterò un raffronto tra i nazisti e i governi attuali. Chi lo sta facendo prende la distanza dall’Ue e non vuole inserirsi nell’Unione».