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 2017  marzo 16 Giovedì calendario

Muriel: «Io, un ex pigro che stupisce. Magari pure contro la Juventus»

Muriel lei ricorda la sua prima sfida contro la Juventus?
«Certo, con il Lecce nel gennaio 2012, perdemmo in casa».
E ricorda pure la difesa avversaria?
«Vediamo: Barzagli, Bonucci, Chiellini. Sono ancora lì. Sono le colonne della squadra, veri esempi in campo che spingono tutti a volere sempre di più. Loro sono il segreto dei successi della Juventus».
Lo scoglio più duro?
«Barzagli. Veloce, tecnico, bravo nell’uno contro uno. Con Thiago Silva è il più forte difensore che ho incontrato».
Ha sfidato i bianconeri 9 volte, conquistando solo un pareggio.
«Ricordo pure quello, sempre con il Lecce. Era fine campionato e complicammo i piani scudetto dei bianconeri. Sarebbe bello ridare un po’ di gusto al campionato anche stavolta, faremmo un piacere a tutti i tifosi non juventini, ma soprattutto regaleremmo una grande giornata di festa ai nostri di tifosi».
Lei contro la Juventus non ha mai vinto e non ha mai segnato un gol. In Colombia avete un detto per le imprese impossibile: «Es pelea de tigre con burro amarrado», è una lotta tra una tigre e un asino legato.
«Loro sono fortissimi, da anni dominano il campionato, hanno una mentalità incredibile, ma in Italia non esistono partite scontate. Noi stiamo bene, abbiamo fiducia e davanti al nostro pubblico abbiamo già compiuto imprese importanti contro Inter e Roma. Sarà dura, ma non saremo asini legati, sarà una sfida combattuta».
Lei è vicino al record personale di 11 gol in un campionato. Uno stimolo in più.
«È una cosa a cui tengo, ma come ho imparato da Giampaolo: prima viene la squadra poi il singolo. Se il mio primato arriverà inseguendo gli obiettivi della squadra sarà perfetto. Ieri, poi, è arrivato mio padre dalla Colombia: un’altra spinta alla ricerca di una soddisfazione speciale».
In un’intervista a una radio colombiana ha dichiarato di essere seguito da grandi squadre tra cui la stessa Juventus.
«Devo fare una precisazione: io ho ammesso di aver sentito queste voci, da parte dei media, ma non ho avuto contatti con nessuno. Non c’è nulla di concreto, ma solo voci».
Il presidente Ferrero dice che le offrirà un nuovo contratto.
«Lui è una persona che mi ha fatto del bene e non lo dimenticherò mai. Ha creduto in me in un momento difficile».
In tanti invece iniziano a pensare a quella sua clausola di 28 milioni di euro. Una cifra che la fa sentire importante?
«Mi ritrovo spesso a pensare alla mia adolescenza, ai soldi che mancavano, a quando andavo a vendere i dolci che faceva mia nonna per pagarmi il biglietto dell’autobus che mi portava all’allenamento. Poi penso a quello che ho ottenuto e mi commuovo. Sì, quella cifra fa impressione».
Torniamo alla sfida con la Juventus. Tra gli avversari troverà il suo amico Cuadrado. C’è una cena in palio?
«Ancora no. A lui piace molto il mare e viene spesso a trovarmi a Genova. Visto che la prossima settimana dobbiamo andare in nazionale, si fermerà a dormire qui da me».
Chi è il più veloce dei due?
«Lui è imbattibile nei primi metri. Io vado meglio nella progressione. Ma credo di non aver mai visto uno che, come lui, va fortissimo nei primi metri e pure sulla distanza più lunga. È un caso raro».
Mettiamola sul dribbling allora.
«Anche qui è meglio lui, ha finte incredibili nel breve. Io ho bisogno di più spazio».
A proposito di compagni di nazionale. Carlos Bacca è uscito dalla sfida con la Juventus con una squalifica sulle spalle.
«L’ho sentito, era un po’ amareggiato».
Il derby l’ha esaltata in un modo nuovo: il suo gol è arrivato conquistando la palla in pressing. Lei ha recuperato 5 palloni, più di Barreto. Dove è finito il Muriel pigro e indolente di cui parlavano a Udine? Il grande scrittore colombiano Garcia Marquez ha scritto: «L’unica cosa peggiore della cattiva salute è la cattiva fama».
«È stata la mia croce per qualche tempo. Sono cose che ho lasciato indietro altrimenti con la testa non ci stavo più e non mi sarei ripreso. Il bivio che avevo davanti portava ad arrendermi, a tornare in Colombia a 26 anni. Mi son detto: o cambia tutto o smetto».
Dennis Praet ha detto di essere stato colpito da lei, per come si allena. Le ha fatto piacere?
«Di più. Purtroppo ho dovuto subire spesso il peso delle voci. Quelle parole di Dennis sono un complimento bellissimo. Pensare di poter essere d’esempio ai compagni più giovani mi riempie di felicità».
Garcia Marquez ha scritto anche: «È impossibile non finire per essere come altri credono che uno sia».
«È un rischio reale. Io a inizio stagione mi son detto: tutti si aspettano di vedermi fallire, ma se trovo continuità dimostro di non essere quello di cui parlano, stupirò tutti e sarà bellissimo. Sta succedendo. Tutto, in fondo, parte dalla voglia che abbiamo di essere qualcuno, nella vita come nel calcio».