ItaliaOggi, 16 marzo 2017
Ora ci sono dei Cavalieri di Malta che sono rimasti in mezzo al guado
Il Papa cassa, l’Ordine di Malta si scassa. La querelle tra Santa Sede e Cavalieri, che nel dicembre scorso aveva portato alla defenestrazione del Gran Cancelliere Albrecht Freiherr von Boeselager ed alla successiva reintegrazione con una mossa sopra le righe di Papa Francesco, ha lasciato un curioso strascico.
Quando Jorge Mario Bergoglio ha reintegrato Boeselager, decapitando di fatto la guida dell’Ordine (ottenendo le dimissioni del Gran Maestro ribelle, fra Matthew Festing), ha anche stabilito che tutti gli atti di governo di Festing emessi dopo il 6 dicembre 2016 fossero nulli. A farne le spese ci sarebbe anche un gruppo di Cavalieri mancati, secondo quanto raccontano a ItaliaOggi da Oltretevere, che naturalmente si è vista revocata l’ammissione e che adesso in teoria dovrebbe rifare tutto il percorso daccapo.
Già. Leggendo il Codice melitense, che assieme alla Costituzione sono tra i pilastri giuridici dell’Ordine, si apprende che, per esempio, per entrare nel terzo ceto, cioè ai Cavalieri laici che non emettono voti né fanno promessa d’obbedienza, ma vivono secondo i principi della Chiesa e dell’Ordine, si deve essere presentati al Gran Maestro da un membro del Sovrano Consiglio. Serve un anno di preparazione e naturalmente chi è che decide l’ammissione? Il Gran Maestro, che può anche ammettere cavalieri motu proprio.
Bene, le decisioni prese dopo il 6 dicembre 2016 sono carta straccia. Non valgono niente. Lo ha scritto il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin in una lettera, pubblicata da farodiroma.com, con cui il 26 gennaio scorso informava il Sovrano Consiglio che: «Il Santo Padre, sulla base dell’evidenza emersa dalle informazioni da lui assunte, ha determinato che tutti gli atti compiuti dal Gran Maestro dopo il 6 dicembre 2016 sono nulli e invalidi. Così anche quelli del Sovrano Consiglio, come l’elezione del Gran Cancelliere ad interim». E siccome il Sovrano Consiglio deve esprimere il voto deliberativo per l’ammissione dei Cavalieri del terzo ceto, ecco che tutti i Cavalieri ammessi dopo il 6 dicembre scorso sarebbero stati sbalzati di sella.
Che si fa? Si dice nell’Ordine che si starebbe pensando ad una sanatoria per tutelare i mancati Cavalieri dei vari Ceti. Certo è che le sorprese giuridiche non finiscono qui. Quando Parolin ha scritto al Sovrano Consiglio informandolo della revoca disposta dal Papa, ha precisato: «Mi premuro di informarvi che Matthew Festing, Gran Maestro dell’Ordine, in data 24 gennaio 2017 ha rassegnato le sue dimissioni nelle mani del Santo Padre Francesco, il quale le ha accettate». Peccato che l’art. 16 della Costituzione melitense preveda come: «La rinuncia all’officio di Gran Maestro dev’essere accettata dal Sovrano Consiglio e comunicata, a pena di inefficacia, al Santo Padre». Solo comunicata: ad accettarla è il Sovrano Consiglio dell’Ordine, perché esso è indipendente. Ma la vicenda Boeselager ha fatto intendere a tanti che il boccino se l’è preso il Vaticano.
Per finire. Festing, tornato nella sua Inghilterra, aveva promesso nuovi sviluppi. Per adesso nulla se ne sa. In compenso (art. 141 del Codice melitense), in quanto dimissionario gli spetta vita natural durante: «la dignità di Balì Gran Priore titolare ed è soggetto unicamente al Capo dell’Ordine». Che sarà eletto (forse: si potrebbe eleggere un luogotenente a tempo della durata di un anno) il 29 aprile.