La Gazzetta dello Sport, 15 marzo 2017
Ricciardo: «Hamilton è il favorito, ma occhio: Vettel vola»
Non conoscete il beer pong? Chiedere a Daniel Ricciardo, che ha passato l’inverno in Australia «a correre in moto nel ranch di alcuni amici, bevendo birra. Cioè una cosa e poi l’altra, non contemporaneamente…». Big Smile è sempre capace di strapparti una risata. Per esempio quando racconta di aver provato il gioco in cui si lancia una pallina da ping pong da un lato all’altro della tavolata, obbligando l’avversario a vuotare ogni bicchiere di birra che viene centrato. Di che stupirsi? È stato proprio Daniel, di padre siciliano e madre calabrese, a lanciare in F.1 la stravagante moda dello Shoey, rubata ai pescatori australiani, costringendo i rivali (fra i quali un imbarazzato Nico Rosberg) a bere lo spumante sul podio dalla sua scarpa.
Ricciardo, si è divertito abbastanza prima della nuova stagione dei GP?
«Quest’anno le vacanze sono state perfette. Quattro settimane di relax in Australia, dov’era estate, e altre di allenamento a Los Angeles. Ho anche visto per la prima volta il basket Nba, seduto sul parquet, durante la partita dei Clippers. Magnifico».
Scoprire nei test che Mercedes e Ferrari sono davanti a voi della Red Bull è stato un brutto risveglio?
«In effetti la Ferrari è andata forte dal primo giorno al Montmelò. Mi auguro che si confermi a Melbourne (26 marzo; n.d.r.), perché è un bene che qualcuno possa contrastare le Mercedes. Noi arriveremo, abbiamo solo bisogno di trovare un pizzico di velocità. Sarebbe fantastico se vi fossero tre squadre a lottare al via del Mondiale».
È fiducioso che la Renault riuscirà a risolvere in tempo i problemi di motore che finora vi hanno rallentato?
«Mi ricordo del 2014 (tre vittorie dopo un inizio pessimo nei test; n.d.r.) e penso che tutto è possibile per la Red Bull. Non sono nervoso. L’inverno non è stato un disastro, perciò sono convinto che in Australia saremo pronti. Possiamo centrare un bel risultato (tre anni fa salì sul podio, ma fu squalificato per irregolarità al flussometro che regola il carburante; n.d.r.). E se anche non riuscissimo a lottare subito con Ferrari e Mercedes, recupereremo in fretta. La rapidità negli sviluppi resta la nostra arma migliore».
Cosa l’ha colpita di più della Ferrari, che ha citato per prima?
«Un po’ tutto, velocità, passo, affidabilità. Sembra riuscire a sfruttare le gomme al meglio. E inoltre so che Vettel, quando ha una buona macchina, diventa ancora più forte».
Come le è parso Hamilton?
«Sarà agguerrito, e sono curioso di vedere come se la caverà Bottas contro di lui. Quest’anno Valtteri, che considero veloce, ha una grande occasione con la Mercedes e deve dimostrare quanto vale. Ma penso che, se Hamilton dedicherà tutte le sue energie per vincere, alla fine risulterà ancora il migliore fra i due».
Lewis è il favorito per il titolo?
«Per ora sì, ma credo che Vettel sarà altrettanto veloce».
Vi giocherete il Mondiale anche lei e Verstappen?
«Lo spero, e ritengo che sia possibile. Ma sarebbe meglio non ritrovarci a combattere fra di noi per il titolo, altrimenti mamma mia… Sarà interessante (ride)».
Come evolve il vostro rapporto?
«È stabile. Per un pilota è importante avere in squadra un compagno che ti spinge a dare il massimo, e sotto questo aspetto Max è l’ideale. Confrontarci in pista ci diverte, perché siamo competitivi per natura e a volte anche un po’ aggressivi. Mi auguro che daremo vita ad altre belle battaglie quest’anno».
Con Vettel era diverso?
«Seb era più grande di me come età e campione del mondo con la Red Bull, per cui lo rispettavo tanto. Con Max è il contrario, io ho molti più anni di lui, così…».
Così si sente il boss?
«No, soltanto il più saggio. Con Seb non ero io il più saggio!».
Che dice di Alonso?
«Poverino, poverino (esclama in italiano scuotendo la testa; n.d.r.). Apprezzo Fernando come persona, lo stimo molto come pilota, e mi piacerebbe che tornasse davanti, perché è bellissimo lottare contro di lui. Mi è successo qualche volta nel 2014 (in Ungheria vinse davanti alla Ferrari di uno strepitoso Alonso; n.d.r.) e mi sono divertito tantissimo. Ma, al momento, sembra molto difficile che la McLaren possa inserirsi fra i team di vertice».
Anche lei, come Alonso, è stato contattato dalla Mercedes per rimpiazzare Rosberg?
«Che dire… Forse! (altra risata)».
Sarà l’uomo mercato del 2018?
«Ho ancora due anni di contratto, questo e il prossimo, quindi direi di no. Ma servirebbe per la popolarità».
Il suo ideale di sportivo?
«Mi piace il tennis, ammiro Federer, ma il mio preferito è stato sempre Nadal».
Uno scherzo che ha fatto a Verstappen?
«In Brasile, a una cena col team, eravamo d’accordo di dividere a metà. Poi, mentre stavo andando via, gli ho detto: “Grazie della cena, Max”. E lui: “Ma come, non hai pagato?”. Vi assicuro che è stato un conto salato. Tante caipirinha».