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 2017  marzo 14 Martedì calendario

Genova, Toti sceglie la fedelissima

Dopo che con Ilaria Caprioglio ha sbaragliato il Pd issando la bandiera del centrodestra sul Comune di Savona, il governatore Giovanni Toti punta sulla fedelissima Ilaria Cavo per defenestrare la sinistra da Genova. L’ex giornalista Mediaset attualmente assessore a Istruzione, Giovani e Cultura della Regione Liguria, ha tutte le carte in regola per candidarsi a sindaco sotto la Lanterna facendo sintesi tra le variegate anime del centrodestra. Almeno così pensa il presidente Toti, un berlusconiano ormai sempre più affrancato dalla figura del leader di Forza Italia, fautore della linea più filo-leghista tra gli azzurri.
Le amministrative di Genova sono alle porte (si vota a giugno) ma ancora il centrodestra (come Pd, sinistra e 5 Stelle) non ha individuato l’uomo (o la donna) su cui puntare. Si fanno valutazioni diverse fin dentro lo stesso Carroccio. Il vice di Matteo Salvini, Edoardo Rixi, già candidato sindaco 5 anni fa e ora assessore regionale, punta sull’amministratore delegato di Liguria Digitale Marco Bucci, ma tra i leghisti c’è anche chi fa il nome del manager Fincantieri Claudio Andrea Gemme.
Da Milano è Silvio Berlusconi in persona a sponsorizzare un altro manager come Giancarlo Vinacci, sponsorizzato dal medico personale dell’ex Cav Alberto Zangrillo il quale però ha il difetto di aver sostenuto pubblicamente la candidata del Pd Raffaella Paita alle regionali del 2015, cosa che Toti non ha certo dimenticato. Stando alle indiscrezioni della stampa genovese, il nome più accreditato, capace di mettere d’accordo tutti e con migliore appeal nei sondaggi riservati, sarebbe però quello di Ilaria Cavo, 44 anni e con un passato anche da direttrice dell’emittente locale Primocanale. Con lei Toti confermerebbe la preferenza per una figura femminile, dopo aver fatto trapelare l’estate scorsa il nome di Anna Pettene, moglie di Garrone junior schieratasi apertamente per il No al referendum costituzionale. Di sicuro il governatore ha un desiderio: piazzare una persona di sua stretta fiducia così da poter ascrivere a sé la vittoria e controllare il governo cittadino, come fatto con l’altra Ilaria, il sindaco di Savona Caprioglio.
A quanto pare, sotto la Lanterna si dovrebbe profilare un ballottaggio tra centrodestra e centrosinistra, con i 5 Stelle esclusi dal secondo turno anche a causa delle defezioni degli ultimi mesi, che hanno visto l’uscita di scena dei dissidenti guidati dall’ex capogruppo Paolo Putti. Hanno messo in piedi la lista Effetto Genova, sulla falsariga di quanto fatto a Parma da Federico Pizzarotti, e potrebbero rosicchiare preziosi consensi ai grillini.
Il Pd al momento è ancora in alto mare. Probabilmente, per motivi di tempo, non farà primarie per selezionare il candidato sindaco, ma dopo i rifiuti in serie di Luca Borzani (presidente di Genova Palazzo Ducale–Fondazione per la cultura), e degli assessori Gianni Crivello e Carla Sibilla, deve trovare un’altra soluzione per fare dimenticare l’uscente e non ricandidato Marco Doria. Si lavora a una coalizione con l’area della sinistra dove gravita folta schiera di partitini, associazioni e movimenti, ma un nome condiviso e disponibile su cui puntare ancora non si trova.