la Repubblica, 14 marzo 2017
Ma sai com’è meglio il Viagra
In Italia la passione per il gel al testosterone non è diffusa come negli Stati Uniti, per il momento, anche se questi prodotti sono disponibili, utilizzabili e utilizzati per i casi di ipogonadismo di giovani e adulti e probabilmente, ma anche da chi non ne rientrerebbe nelle indicazioni, e cerca solo un elisir di giovinezza. Non ci sono dati reali di consumo, ma in generale gli over 65 italiani sembrano abbastanza al riparo dai rischi potenziali di un uso indiscriminato dell’ormone. A ricordarlo è Raffaele Antonelli Incalzi, responsabile dell’Unità operativa complessa di gerontologia del Campus Biomedico di Roma, che spiega: «Da noi si fa grande uso degli inibitori delle fosfodiesterasi (le molecole della classe del Viagra, prime per spesa pro capite tra i farmaci dell’apparato genitourinario), incompatibili con l’assunzione di testosterone: questo contribuisce a limitare il fenomeno. In ogni caso, c’è un problema perché la somministrazione di testosterone non andrebbe a sostituire un ormone carente ma a perturbare una condizione fisiologica, almeno in una discreta percentuale di uomini, e lo farebbe in assenza di dati chiari sui possibili pericoli soprattutto a medio e lungo termine».
Antonelli Incalzi fa riferimento al protocollo dei Testosterone Trials, che è stato molto rigido e ha portato all’esclusione di moltissimi potenziali partecipanti a causa di possibili rischi di vario tipo: alla fine, solo uno su 30 tra i candidati è stato ammesso. «I possibili effetti avversi sull’apparato cardiovascolare, sul fegato e sui tumori ormonodipendenti devono imporre molta cautela; proprio i soggetti a rischio per queste malattie sono stati esclusi dal trial, ma rappresentano la maggioranza assoluta dei potenziali utilizzatori, e per questo è indispensabile attendere che siano condotti studi su popolazioni più vicine alla realtà e per periodi molto più lunghi».
È dunque presto per il testosterone in chiave antiage, che forse non arriverà mai nelle nostre farmacie. L’Aifa non a caso nel 2014 ha scritto: «I medicinali contenenti testosterone sono utilizzati per sostituire il testosterone negli uomini con ipogonadismo. L’uso di testosterone negli uomini anziani sani non è autorizzato nell’Ue», anche se dopo una revisione dei dati disponibili concludeva che gli effetti a carico del cuore nei soggetti con ipogonadismo non sono dimostrati.
Non solo. L’Agenzia ha previsto severe limitazioni per l’uso come l’adozione della ricetta non ripetibile limitativa, che costringe chi ne deve fare uso a richiedere ogni volta una nuova ricetta, e ha approvato solo le formulazioni in bustine monodose, in modo da evitare errori di dosaggio. Spiega Antonelli Incalzi in merito: «Si inizia con una dose di gel da 5 grammi, che contiene 5 mg di principio attivo, poi eventualmente si aumenta di 2,5 grammi per volta fino a non più di 10 grammi, ma sempre previa valutazione della concentrazione di testosterone nel sangue: il dosaggio è un atto medico da compiere con rigore metodologico, e avvisando sempre il paziente dei possibili rischi. Tutto ciò riduce moltissimo i rischi di dosaggi sbagliati». Resta il pericolo di abuso, per i prodotti acquistabili in internet.
Ai sessantenni di oggi sono richieste prestazioni che un tempo erano riservate ai trenta- quarantenni, e la tentazione di ricorrere a scorciatoie farmacologiche esiste, e potrebbe essere difficile da controllare, anche perché esistono formulazioni facili da usare come i gel.
C’è da augurarsi che prima che il fenomeno assuma dimensioni imponenti vengano prodotti dati affidabili, e chiari su sul reale bilancio tra benefici – veri e supposti – e rischi.