la Repubblica, 14 marzo 2017
L’amaca di Michele Serra
Ben al di là delle idee politiche, quello che spaventa in Erdogan è che sembra De Laurentiis dopo una sconfitta del Napoli. Ci dovrebbe essere un aplomb, nel potere, qualcosa di formalmente solido, magari anche ipocrita, per dare l’impressione che chi è al timone abbia i nervi saldi. Il potere ha tanti di quei difetti, e ombre, e doppifondi, che gli si chiede, in cambio, di darci almeno un’illusione di autorevolezza. La crisi di nervi del leader turco contro gli olandesi, e prima ancora contro i tedeschi, denuncia invece debolezza, infantilismo, complesso di inferiorità. Tutte cose che portano, prima o dopo, alla rovina e alla sventura.
Poi c’è il presidente brasiliano che abbandona la sua sede istituzionale perché dice che è infestata dai fantasmi. Il leader polacco che esce matto perché l’Europa ha riconfermato presidente del Consiglio un polacco: però suo nemico. L’anziano presidente americano che guarda solo Fox News e twitta tutto il giorno, come un dodicenne (e non dei più svegli). Chi dice che stiamo diventando una società senza Padri non ha torto. L’unico vantaggio è che la condizione di orfani costringe a crescere. Speriamo.