La Stampa, 14 marzo 2017
Il videogioco diventa adulto e conquista i quarantenni
Il videogioco è diventato grande. Sui 25 milioni di italiani appassionati di videogame solo il 19,2% ha infatti meno di 24 anni, mentre il 18,1% è nella fascia 25-34, il 24,3% ha tra 35 e 44 anni ed il 20,1% ne ha 45-54. Insomma, l’immagine del ragazzino chiuso nella sua cameretta attaccato ad una consolle per ore e ore è superata: oggi i videogiochi sono entrati nel salotto buono delle case degli italiani e rappresentano un vero e proprio medium culturale, grazie a influenze e contaminazioni reciproche con cinema, musica, arte e letteratura. Quello dei games, anche in Italia, è un’industria a tutti gli effetti, dove operano tanti piccoli studi di sviluppo con centinaia e centinaia di creativi. E questo fa dei videogame, anche da noi, un comparto adulto anche dal punto di vista economico, con un fatturato che nel nostro paese viaggia attorno al miliardo di euro all’anno, superiore ai ricavi di cinema e musica messi assieme, e circa 15 mila addetti.
Un festival per crescere
«In questi ultimi anni – spiega Giovanna Marinelli, esperta di management culturale e presidente di Q-Academy – è stato fatto tanto per raccontare le potenzialità dei videogiochi e le loro applicazioni nel quotidiano, ma non c’è ancora consapevolezza di quanto questo medium culturale sia evoluto, tanto da essere utilizzato in molti campi, come ad esempio la didattica. Ora si tratta di portare il dibattito a un nuovo livello, mettendo insieme istituzioni, operatori del settore e giocatori attorno a un unico tavolo per parlare del futuro del videogioco in Italia e acquisire consapevolezza su come i videogame possano cambiare in meglio la vita di tutti».
Di qui à nata l’idea di «Let’s Play», un festival tutto dedicato al videogioco che si inaugura domani a Roma nei 30 mila metri quadrati delle antiche caserme Guido Reni. Per cinque giorni appassionati, istituzioni e big del settore si ritroveranno insieme per parlare, incontrarsi e giocare fra novità, anteprime e tornei.
A «Let’s Play» sfileranno così politici, come il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli o il viceministro all’Economia Enrico Morando: si parlerà del videogioco che diventa un ponte tra popoli e culture, ma anche un’occasione di lavoro ed un nuovo segmento della nostra industria culturale. Ma ci sarà anche una «Casa degli YouTubers», che ospiterà una sorta di dream team degli YouTubers, con Mates, LaSabrigamer, Tudor, Awed, Grax, FaviJTV, Cicciogamer89. Poi ovviamente ci sono i giochi, con tante novità e tante anteprime.
Duecento macchine
In tutto sono 200 le macchine che il pubblico potrà testare con oltre 40 titoli disponibili. Sarà così possibile toccare con mano l’ultima arrivata in casa Nintendo, la console Switch che ha debuttato a inizio mese, e provare due nuovissimi giochi («Legend of Zelda: Breath of the Wild» e «Mario Kart 8 Deluxe»), ma anche la Nintendo 3DS con nuovo «Mario Sports Superstars». Playstation, oltre alle postazioni attrezzate col visore VR per la realtà virtuale, offre invece il nuovo «Horizon Zero Down» e l’anteprima di «Gran Turismo sport» che «toglierà il fiato agli amanti dell’alta velocità». Ci sono poi le ultime novità Microsoft e quelle firmate Bandai Namco, con le anteprime di «Tekken 7» e «Little Nightmares» in uscita nelle prossime settimane. Ma non saranno solo le eccellenze internazionali a farla da padrona, spiegano gli organizzatori, perché saranno tanti anche i team e i titoli italiani indipendenti da scoprire nell’area a loro dedicata dalla Regione Lazio.
Il mondo delle istituzioni, infatti, si è reso conto del boom in atto anche nel nostro Paese nel comparto dei videogame. Che ora è chiamato a fare un vero e proprio balzo dimensionale sfruttando la nuova legge dell’audiovisivo che estende il meccanismo del «Tax credit» anche alla produzione e distribuzione di videogiochi prodotti in Italia. Il sogno è ripetere l’exploit di Francia e Regno Unito, che proprio grazie a questi sconti fiscali sono diventati grandi produttori di videogiochi al pari di Usa e Canada.
Paolo Baroni
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Dall’economia a Franz Kafka, titoli che raccontano il mondo
Come sanno tutti i bambini, il gioco è un’attività molto seria. Gli adulti tendono a dimenticarlo, relegando il momento ludico al relax e al divertimento. E invece il gioco (e il videogioco) è uno strumento grandioso per capire questo mondo, sia che lo riproduca, sia che ne inventi uno del tutto diverso.
Esistono videogame che indagano il rapporto tra genitori e figli, simulazioni di economia, titoli costruiti come indagini giornalistiche, per raccontare misteri non ancora risolti, come il caso del DC 9 di Ustica. E ancora, giochi che hanno per protagonisti donne o personaggi transessuali, già in «Super Mario Bros. 2», del 1988, c’era Birdo, dinosauro rosa con un fiocco in testa, convinto di essere femmina. Nei videogiochi si trova la poesia di «The Last Guardian», storia incantata dell’amicizia tra un drago e un bambino, ma pure il rap di «For Honor»; le squadre di calcio e le battaglie interstellari. A breve arriverà poi «The Franz Kafka» videogame, pieno di enigmi surreali ispirati alla narrativa dello scrittore praghese.
Da passione a lavoro
Let’s Play, come la Games Week che si svolge da anni a Milano, ha il merito di portare l’attenzione del pubblico su un settore ampio e variegato, e non soltanto con i videogiochi da provare ai vari stand, ma pure con convegni, mostre, panel. Che mostrano ad esempio come la passione per i videogame possa diventare un lavoro, anche in Italia. Il mercato è pieno di opportunità, e diversi sviluppatori indipendenti hanno saputo attirare l’attenzione di Sony o di Microsoft, che hanno cominciato a distribuire nel mondo titoli nati in Italia. Ne hanno beneficiato aziende piccole e giovani (l’età media dei componenti è 33 anni): un recente censimento dell’Aesvi ne contava 120, diffuse per lo più nel nord Italia e intorno a Roma.
Quella videoludica è un’industria sempre in trasformazione, ma in questo momento di più, scissa com’è tra giocatori appassionati, che vogliono la console e lo schermo grande della tv, e i milioni e milioni di persone di Candy Crush Saga e Pokémon Go. In mezzo è appena arrivata la console Switch di Nintendo, ibrida: è portatile ma, con una base, si collega alla televisione e diventa da salotto. Una scommessa importante per l’azienda di Kyoto, un po’ come la realtà virtuale per Sony. Il visore VR, sul mercato da ottobre, ha toccato il milione di esemplari venduti, superando le previsioni, e però difficilmente la realtà virtuale si può definire un fenomeno di massa. Che lo diventi o meno, alla fine potrebbe contar poco, perché il futuro dei videogame non è solo nella tecnologia, quanto soprattutto nelle idee, nel coraggio di andare oltre i luoghi comuni.
Bruno Ruffilli