Corriere della Sera, 12 marzo 2017
Il bacio di Donnarumma complica i piani di Raiola
Il bacio dello stemma e la mano sul cuore, ai piedi della propria curva, in uno stadio che sogna di adottarlo è un gesto che spiega più di mille interviste (che in questo periodo non può rilasciare). Ecco perché per il popolo milanista, furibondo dopo la direzione di gara del duo Massa-Doveri, è una sorta di eroe della resistenza. Non solo perché con le sue manone, oltreché con il contributo decisivo di Bacca, lesto ad approfittare dell’unico pallone giocabile capitatogli, aveva condotto i suoi a un onorevole pareggio fino al 97’.
Chi ha le stimmate del campione deve colmare anche le lacune dei compagni: compito che Gigio Donnarumma con almeno sette parate decisive aveva pienamente assolto. Ma se oltre a doti tecniche fuori dal comune, pur essendo il più piccolo anagraficamente della squadra, hai una personalità da leader, ti indigni se ritieni di aver subito un’ingiustizia (oltre a epiteti poco oxfordiani che è meglio non riportare, Gigio nel clima da Far West sibila «Non va bene così, non è possibile, sempre con loro») e soprattutto mandi un segnale inequivocabile a chi da mesi ti corteggia.
«Donnarumma ha fatto una partita strepitosa da degno erede di Buffon. È grosso, in porta fa impressione, è difficile fargli gol» ha detto lusinghiero Massimiliano Allegri venerdì notte nella pancia dello Stadium, replicando quegli ammiccamenti che da Torino l’ad Beppe Marotta da mesi aveva inviato al milanista. Ora, è vero che la palla è sempre nelle mani di Mino Raiola che prima di far firmare il primo contratto da professionista al baby portiere intende conoscere i piani societari del Milan (a proposito: appena verrà firmato il nuovo contratto fra Ses e Fininvest ricomincerà la condivisione sul mercato fra attuale proprietà e i cinesi) ma oggettivamente sembra poco realistico che Gigio, dopo un ostentato segno di appartenenza al Milan, possa scegliere proprio la maglia della Juventus a cui ha dedicato epiteti poco educati. Resta il fatto che attualmente percepisce un ingaggio da 250 mila euro, il salotto dell’Europa lo corteggia e Raiola storicamente sceglie la via del portafogli, non quella del cuore.