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 2017  marzo 12 Domenica calendario

Tiziano Renzi a Medjugorje. Blitz con fuga dai cronisti: nulla di cui vergognarmi

MEDJUGORJE (Bosnia Erzegovina) Poznajete li Tiziana ? Conoscete Tiziano Renzi? L’uomo che c’era sempre, ora sparisce da tutto. Entra nelle inchieste e si sospende da segretario del PdR, il partito di Rignano. Compare sui luoghi delle Apparizioni, ma è solo per un religioso silenzio e un esodo veloce. Autosospeso. In sospeso. Tiziano chi? Taciuto meglio dei segreti di Medjugorje, in una cittadina dove sanno proteggerlo dalle domande indiscrete, il pellegrinaggio del papà più chiacchierato d’Italia è una lunga marcia di due giorni nel deserto balcanico, lui e la moglie con la Touareg nera, Bologna-Trieste-Slovenia-Croazia, fino a una breve prece di due orette appena sull’Apparition Hill, la pietraia dei veggenti.
Il tempo di dormire in un alberghetto tre stelle vicino alla chiesa, il Dina, 50 euro a notte. Quindi in cima, sassi aguzzi e terra dura, un sabato mattina di pace nel sole e nel vento. «Tišina!», silenzio santo cielo, intimano i cartelli ai fotografi che s’arrampicano: Tiziano e Laura meditano, pregano la candida statua di Maria, in cuor loro forse smoccolano per l’invasione blasfema. Poi, giù. Pizzetto e toscano, alle undici e mezza papà Renzi zampetta agile come una capretta fino alla Croce Blu, il primo luogo dove narrano si mostrò la Vergine. Cappello scozzese e avarizia di parole. In una mano un rosario, nell’altra la moglie avvolta nel poncho, sulle spalle uno zaino nero e giornate nerissime.
Il papà dell’ex premier ha bisogno d’un caffè, s’infila nel bar Podbrdo. S’avvale della facoltà di rispondere a gesti e la faccia imbronciata, il passo spedito fino all’hotel dicono tutto: «Andate via». Ma resterà a Medjugorje? Il meno possibile, a questo punto…
Mai pregato così poco. Imprudente quello sfogo, «troppe polemiche, basta, me ne vado a Medjugorje ed evito l’assemblea del partito…». Renzi senior aveva programmato il pellegrinaggio fra un mese, il 16 aprile, un gruppone di cento fedeli, come ogni anno da quasi trent’anni. «Ma ho bisogno di stare là da solo – la confidenza al parroco di Rignano, don Giovanni – non devo vergognarmi di nulla, però l’assalto dei media è insopportabile». Non ha trovato pace nemmeno fra questi colli: Tiziano oggi voleva confessarsi, partecipare all’adorazione della Croce e al grande rosario della domenica, aveva già chiamato le guide amiche d’una vita e un padre spirituale…
Perché lui a Medjugorje si sente in famiglia e nelle famiglie, certe cose, si tengono riservate: tra le foto vip che arredano i negozi di souvenir, Roberto Mancini o Paolo Brosio, nei racconti sugl’italiani famosi che vengono a pregare, Buffon e Cecchi Paone e Valeria Marini, nell’elenco dei politici (Tajani) o dei fiorentini (i Frescobaldi) frequentatori della pietraia, in tutto questo ricordare li si citano il meno possibile, i Renzi. E la storia della statua della Madonna da portare al Meyer? «Mai sentita», giura frate Francesco. E il pronto soccorso per i pellegrini che Matteo, anni fa, promise d’aiutare a costruire? «A Medjugorje abbiamo un nuovo sindaco», rispondono i croati, «si vedrà»: un po’ come a Rignano, dopo le prossime elezioni… Quando Tiziano fa le valigie e se ne va da Medjugorje, furibondo, è quasi pomeriggio. In chiesa, padre Francesco celebra senza di lui. Ma da latinista napoletano, nell’omelia ha una frase che sembra un aiuto. O un consiglio: «Per Crucem ad lucem», ha da passà a nuttata…