Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  marzo 11 Sabato calendario

Occupazione ai massimi dal 2009

ROMA Nel 2016, per il terzo anno consecutivo, l’occupazione in Italia è aumentata. E soprattutto grazie ai contratti a tempo indeterminato. Diminuiscono inoltre il tasso di disoccupazione (dall’11,9% del 2015 all’11,7%) e quello di inattività perché calano di 410 mila i cosiddetti «scoraggiati». I dati diffusi dall’Istat e relativi al quarto trimestre 2016, consentono un bilancio dell’intero anno, nel quale le imprese potevano ancora beneficiare di incentivi sulle assunzioni a tempo indeterminato, sia pure molto ridotti rispetto al 2015.
In media d’anno il numero di occupati è salito di 293 mila (+1,3%) rispetto al 2015, arrivando a 22.758.000, il livello più alto dal 2009. «L’aumento riguarda soltanto il lavoro alle dipendenze (+323 mila) ed è concentrato tra i dipendenti a tempo indeterminato (+281 mila in confronto a +42 mila di quelli a termine). Da sei anni prosegue, invece, la diminuzione del numero di lavoratori indipendenti (-30 mila), anche nel 2016 dovuta quasi esclusivamente ai collaboratori», osserva l’istituto di statistica. Il tasso di occupazione totale (rapporto tra lavoratori e popolazione tra 15 e 64 anni) è salito di quasi un punto, al 57,2%.
Purtroppo, con il graduale esaurirsi degli incentivi è cessata anche la spinta all’occupazione stabile. Nell’ultimo trimestre dello scorso anno, mentre gli occupati a termine sono aumentati di 22 mila rispetto al trimestre precedente, quelli a tempo indeterminato sono scesi di 17 mila. Altra nota negativa riguarda i giovani. Nel quarto trimestre del 2016, rispetto allo stesso periodo del 2015, l’Istat registra 68 mila occupati in meno nella fascia d’età tra 15 e 34 anni, 111 mila in meno tra 35 e 49 anni mentre ci sono 431 mila occupati in più tra chi ha almeno 50 anni. Questo significa che il motore principale dell’aumento del numero dei lavoratori è la riforma delle pensioni che ha allungato il periodo di permanenza in attività delle persone.
«Nel 2016 cresce l’occupazione, che raggiunge il suo massimo dal 2009, diminuisce la disoccupazione, che arriva al livello più basso degli ultimi quattro anni e calano in modo consistente gli inattivi», dice Titti Di Salvo, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera. «Il governo continua a raccontare favole», replica Stefano Fassina. L’esponente di Sinistra Italiana sottolinea che quando si parla di aumento di «occupati» non significa che sono aumentati i «posti di lavoro» perché, come si legge anche nel comunicato Istat, secondo le regole Eurostat, è considerato occupato anche chi, nella settimana della rilevazione, ha svolto «almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività (con o senza contratto)». Basta quindi anche un voucher.