La Gazzetta dello Sport, 12 marzo 2017
Gianluca Vacchi: «Io, Vieri, Borriello, Zidane e la filosofia Real: eccellenza»
«Balla per me balla balla». Ha fatto ballare l’Italia intera per tutta l’estate. Gianluca Vacchi, 49 anni, imprenditore bolognese, è diventato un’icona di chi ama i social con i suoi balletti dai paradisi delle vacanze. Dieci milioni di follower sono una carta fedeltà per la celebrità a vita. Vacchi ha rimesso Marco Borriello nel calderone del gossip, duettando dalla sua casa di Ibiza, ha fatto discutere più di Bobo Vieri che a lui ha reso omaggio per tutta l’estate chiudendo ogni collegamento video sulle sue sfide a calcio-tennis con il tormentone «enjoy», ovvero il titolo del fortunato libro dell’imprenditore. Martedì Vacchi ha ripreso a far parlare di lui perché è stato invitato nel blindatissimo hotel del Real Madrid dalle stelle Cristiano Ronaldo e Marcelo, suoi follower, nuovi amici. «Una serata divertente, abbiamo parlato a lungo. Peraltro ho sempre apprezzato Zidane, come Platini. I miei campioni. E adesso ricambierò andando io in Spagna da loro. Voglio approfondire la discussione con Antonio Pintus, preparatore dei blancos, di Cagliari. Abbiamo anche parlato di filosofia. E poi la Sardegna l’ho tatuata (Vacchi ha più di 100 tatuaggi), Porto Cervo è il paradiso delle mie vacanze».
Quindi è felice che il suo compare estivo Marco Borriello sia approdato al Cagliari e stia rendendo felici i sardi...
«Lo avevo pronosticato in un’intervista all’Unione Sarda. Marco, al quale ho consigliato di andare a Cagliari, ha fatto un gran lavoro, ha colpi di genio, da campione. Ed è innamorato del calcio. Per me è un fratellino, ogni tanto lo sgrido, ma è una bella persona, non ama così tanto il gossip, ma ha la sfortuna di essere bello».
L’altro suo amico nel calcio è Bobo Vieri.
«Per lui ho preso casa a Miami. Proprio per stargli vicino. Lo stimo perché dietro la sua corazza e il suo carattere forte, c’è un uomo vero. Uno che se ti è amico ti dà un braccio. E credo abbia fatto alcuni tra i gol più belli della storia del calcio».
Le piace il calcio?
«Da ragazzo mi piaceva e tuttora amo il suo spettacolo. Ho apprezzato tanto Gazzoni Frascara al quale sono legato da un rapporto importante. Ho tatuata una sua frase sul costato: “A Gianluca, amico vero, nella tempesta e nella gioia. Con affetto Giuseppe”. Purtroppo per lui è finita male ingiustamente e da lì mi sono un po’ disamorato».
Ultima partita vista in uno stadio?
«La finale di Champions della Juve a Berlino col Barcellona».
Vacchi, ma lei è «gobbo»?
«Ma no. Non sono un tifoso incallito, ma apprezzo molto lo stile Juve, la società che fa le cose per bene, infatti vince. Così come apprezzo la filosofia del Real. Adoro le eccellenze».
Mai pensato di entrare nel calcio?
«Guardi, ci sono tre cose che possono rovinare le persone e mandarle in bolletta: le donne, lal più divertente, il gioco, e ritengo sia il vizio più rischioso, e il calcio, il più sicuro. Noi, peraltro, non siamo competenti, quindi non saremmo in grado di mandare avanti una società. Bisogna essere specialisti nel settore in cui si opera».
Lei è nato a Bologna e ci vive. Virtus, Fortitudo: Basket City non l’ha mai attratta?
«No. Sono amico di Giorgio Seragnoli che è stato proprietario della Fortitudo. Basket City l’ho vissuta anche io. Sono uno sportivo, l’ho praticato a ottimi livelli: sci (l’amicizia con Alberto Tomba resiste), football americano, golf, calcio, ho gareggiato coi maxi yacht. Mio zio è stato il presidente della società di Ozzano. Ma va bene così. Sono amico di Danilo Gallinari, a lui e altri della Nazionale di basket ho mandato pure il mio libro».
Enjoy: lei ballando insegna la vita a tanti...
«Mi hanno chiamato pure a Oxford. Il ritmo ce l’ho nel sangue. Mi sono messo sotto per imparare a fare il dj, studiando con umiltà. Ora faccio le serate, ma ciò che più mi riempie di gioia è parlare con i ragazzi, spiegare che la vita è una sola e va vissuta. Ma in modo, sano, allegro. Senza mai mancare di rispetto a nessuno. Passerei ore a parlare con i ragazzi».
Risponde ai suoi follower?
«Prima lo facevo tutti i giorni, per un anno e mezzo è andata così. Più alla gente comune che ai famosi. E il 41% dei follower sta tra i 25 e i 34 anni. Ora che sono dieci milioni è più complicato. Ricevo cinquemila mail al giorno. Mi scrivono pure tanti sportivi, tanti dilettanti. Vogliono una dida succinta, ma significativa. A me interessa la pluralità dei soggetti».
E con le ragazze gira bene?
«Sono fidanzato con Giorgia Gabriele da tre anni e mezzo. Ma è chiaro che la notorietà porta indotto e incuriosisce. Ma, proprio sulle ragazze voglio aggiungere una cosa al popolo dei social».
Prego.
«Quando vi piace una donna, guardatela negli occhi e ditele che volete darle un bacio. Niente emoticon, la sincerità vince».
Quindi i rapporti non sono solo virtuali...
«Macché. L’empatia è fondamentale. L’approccio umano idem. Poi uso i social, Instagram e facebook, twitter no.».
Lei, secondo la critica, può permettersi di ballare con Borriello a Ibiza e mandare i video su Instagram solo perché è forte di un impero economico. Giusto?
«Ho avuto un papà molto severo e ho imparato che la maleducazione è la cosa peggiore. In questo sono molto all’antica, come mio padre. Ho cominciato in azienda e mi sono laureato in economia. Ma ho capito che non faceva per me. L’Ima (azienda leader nell’automazione industriale, la più performante) la manda avanti bene mio cugino Alberto. Io mi sono buttato nel private equity. Insomma, quel che ho me lo sono guadagnato e sudato. Ho rischiato e sono stato ripagato».
E ora può divertirsi con i balletti? Lascia o raddoppia?
«Li vedrete ancora. Tranquilli. Sono un po’ matto io».
Vacchi, un’ultima curiosità: ma pensa a diventare padre?
«Sì, certo, voglio un figlio».