Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  marzo 12 Domenica calendario

Juve-Milan, l’onda lunga dei veleni. La Signora accusa: danni agli spogliatoi. Il Diavolo tace e teme la stangata per Bacca

Il veleno è nella coda, ma è una coda bella lunga. Iniziata al termine della partita, proseguita ieri e destinata a volteggiare a lungo sui rapporti dei due club. Un po’ come avvenne per il gol fantasma di Muntari. Juve-Milan senza pace. Dopo il furibondo epilogo dello Stadium, con il rigore fischiato a favore della Juve all’ultimo respiro, la faccenda il giorno dopo è tornata d’attualità con un lancio Ansa che – citando fonti vicine al club bianconero – ha parlato di danni allo spogliatoio ospiti dello Stadium: alcuni giocatori del Milan – riporta il lancio – avrebbero sfogato la loro rabbia danneggiando arredi e insegne bianconere.
NO COMMENT La notizia, ovviamente, ha acquistato in pochi minuti una cassa di risonanza mediatica enorme, e da via Aldo Rossi – sebbene nessuno smentisca – la consegna è quella del silenzio. Su tutta la linea e a qualsiasi livello. La partita non si commenta, gli episodi manco a parlarne e le accuse di danneggiamento men che meno. Una scelta di coerenza con quella del dopogara, dove l’unico a prendere la parola era stato Montella, utilizzando peraltro toni contenuti e scusandosi «per tutti, abbiamo un po’ esagerato, non sono cose belle». Le esagerazioni di cui parla il tecnico rossonero ovviamente si riferiscono in massima parte alla gazzarra dopo il fischio finale, con Massa e i suoi collaboratori presi d’assalto da un nugolo rossonero che schiumava rabbia. Negli occhi resta soprattutto l’isteria di Bacca, che viene placato (e placcato) con vigore prima da Galliani e poi da Montella mentre si rivolge all’arbitro con toni poco amorevoli. Il labiale è pesante perché parrebbe tirare in ballo gli affetti familiari, ed è la scenetta che spicca in quanto immortalata dalle telecamere collocate a pochi centimetri. Che cosa ci facevano Bacca e Galliani a bordo campo? Semplice: erano negli spogliatoi a guardare gli ultimi minuti di partita – Carlos era stato sostituito, l’a.d. rossonero ci era sceso poco prima del 90’ – e da lì a ritrovarsi nell’epicentro della situazione il passo è stato breve.
GIGIO E IL GIUDICE Ma è stato tutt’altro che l’unico episodio. Mentre i giocatori juventini erano sotto la loro curva a festeggiare, gli arbitri hanno percorso i metri che separano il campo dagli spogliatoi accompagnati dall’assalto rossonero. Un caos più o meno totale che, secondo alcune testimonianze, andava dalla richiesta di chiarimenti – eufemismo – fino agli insulti. Di chi si tratta, in particolare, è difficile stabilirlo: fra i più agitati è stato visto Donnarumma, ma certamente non è stato qualcosa limitato a due-tre giocatori. Si parla della maggioranza di coloro che erano in campo, anche chi normalmente è conosciuto per il carattere mite. Alcuni rossoneri sono stati portati via a forza per evitare guai peggiori. Ecco perché, sebbene nessuno lo confessi apertamente, le decisioni del giudice sportivo di martedì sono attese con una certa apprensione. Dipenderà dal contenuto dei referti di arbitro e procuratori federali, e in teoria Montella sabato prossimo col Genoa potrebbe ritrovarsi con una rosa decimata.
conferma senza denuncia Una volta spariti dalla vista gli arbitri, il caos è poi proseguito nell’area degli spogliatoi ospiti. E qui entrano in ballo i danneggiamenti che la Juve non smentisce: il club bianconero ha pienamente confermato i danni subiti, non ha voluto rilasciare ulteriori dettagli e – come invece si pensava nel primo pomeriggio di ieri – non ha intenzione di sporgere denuncia per danni materiali. Ma i danni, per quanto non ingenti, ci sono stati. Il consueto saluto sotto la curva dei giocatori juventini avrebbe evitato contatti verbali particolari fra i calciatori al rientro negli spogliatoi, che prevedono un primo stanzone in cui le squadre sono insieme e poi due percorsi opposti. 
TROFEI e SGABELLO Ed è lì, nel proprio percorso, che i giocatori del Milan – ancora accesi dalla rabbia – avrebbero rotto qualche... trofeo: perché se il tracciato che porta allo spogliatoio della Juventus presenta gigantografie degli ex campioni lungo le pareti, ecco che il percorso che porta a uno dei due per gli ospiti mostra altre frasi motivazionali (pro Juve) e riproduzioni dei titoli vinti (coppe e scudetti) in polistirolo espanso fissate alle pareti. Prese, in questo caso, a colpi rabbiosi, probabilmente pugni. Nella dressing-room del Milan sarebbe stato rotto uno sgabello, uno di quelli sui quali si siedono i giocatori (con a fianco l’armadietto). Un probabilissimo calcio furioso ne avrebbe divelto uno. Altra conseguenza della furia milanista riguarderebbe l’anta di un armadietto. Oltre, si dice, a una lampada. Ci sarebbe stato anche il lancio di bottigliette (di bibita energetica e di acqua): muri imbrattati quindi, ma qualcuno sostiene addirittura che sarebbero state lasciate alcune scritte. Anti-Juve ovviamente.
nervi e provocazioni? Come detto, la Juventus non farà denuncia; e c’è chi racconta che il nervosismo rossonero sarebbe ulteriormente aumentato di fronte ad alcune presunte provocazioni, sempre nell’area degli spogliatoi, da parte di alcuni addetti bianconeri. Il veleno nella lunghissima coda, allora. Con Gigio Donnarumma che accusa («Qui è sempre così»), Paulo Dybala che replica («Sono 6 anni che i milanisti si lamentano contro la Juve») e Massimiliano Allegri che sottolinea («Sugli episodi contrari tutti zitti, su quelli a favore c’è casino»). Non granché come spettacolo, per essere il quarto e ultimo atto stagionale di questa sfida.