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 2017  marzo 11 Sabato calendario

APPUNTI PER GAZZETTA - SALVINI A NAPOLIREPUBBLICA.ITAntonio Costanzo e Roberto FuccilloGuerriglia urbana a Napoli

APPUNTI PER GAZZETTA - SALVINI A NAPOLI

REPUBBLICA.IT
Antonio Costanzo e Roberto Fuccillo
Guerriglia urbana a Napoli. Un intero quartiere, Fuorigrotta, sotto assedio, con la polizia armata agli incroci stradali e manifestanti incappucciati che tentano ripetuti assalti. Salvini parla all’interno del Palacongressi e nella città la tensione è altissima. A fine serata cinque persone vengono fermate. "Solidarietà ai 400 agenti impegnati contro degli animali. Vuol dire che la prossima volta faremo la manifestazione a piazza Plebiscito, quando andremo al Governo. E dopo aver sgomberato i campi rom elimineremo anche i centri sociali. Complimenti a de Magistris sta tirando su una bella gioventù", è il commento a caldo del Leader del Carroccio.

Gli scontri. Tutto parte intorno alle 17 con due bombe carta lanciate vicino al commissariato di polizia di Fuorigrotta.  Due esplosioni e la situazione precipita velocemente. Gli agenti in assetto anti-sommossa presidiano l’ingresso di viale Kennedy e le altre vie laterali che portano alla Mostra d’ Oltremare a Napoli dove è in corso il comizio del leader della Lega Nord.
  Salvini a Napoli, scontri con la polizia e guerriglia urbana Navigazione per la galleria fotografica 1 di 20 Immagine Precedente Immagine Successiva Slideshow Il corteo anti Salvini arriva e partono i lanci di pietre e petardi contro il cordone di forze dell’ordine.  La polizia risponde con i lacrimogeni. Partono anche gli idranti contro i contestatori, che continuano a bersagliare i poliziotti con petardi e bombe carta, mentre la guerriglia si sposta rapidamente verso piazzale Tecchio e davanti alla stazione dei Campi Flegrei. Napoli, corteo anti Salvini: manifestanti lanciano sassi e molotov Condividi   I manifestanti indossano le maschere di pulcinella, rovesciano cassonetti, lanciano molotov. Alcuni sono armati di bastoni, potrebbero essere componenti del tifo ultrà. La polizia cerca di contenerli su più fronti. Intanto l’incitamento a sfondare il cordone arriva anche via megafono ed è un continuo susseguirsi di sassaiole, corse contro le forze dell’ordine e risposte con un idrante nel tentativo di disperdere la folla.

Gli scontri si moltiplicano. Violente frizioni anche in via Giulio Cesare. Un gruppo di ragazzi assalta una camionetta dei carabinieri, che è rimasta bloccata davanti a dei cassonetti della spazzatura rovesciati. Contro il mezzo dei militari fermo petardi, bottiglie incendiarie e fumogeni. Terrore tra la gente che cerca rifugio nei palazzi circostanti. I negozianti abbassano le saracinesche.
  Napoli, corteo anti Salvini: forze dell’ordine rispondono con manganelli a lancio di sassi e petardi Condividi   Un’ora di assalti e cariche. Poi la tregua. Alle 18 sembra tornare la calma. E mentre le strade rimangono ricoperte di cocci di bottiglie infrante, cassonetti dei rifiuti rovesciati, segnali stradali divelti, immondizia data alle fiamme e pozzanghere d’acqua (laddove sono intervenuti gli idranti) all’interno della mostra d’Oltremare il leader della lega Nord attacca il sindaco di Napoli.

Salvini: "Porto de Magistris in tribunale"
Poco dopo le 16, Matteo Salvini, leader della Lega Nord, entra nel Palacongessi alla Mostra d’Oltremare per tenere il suo comizio. In sottofondo la canzone degli Stadio "Ho bisogno di voi".  É scandaloso, afferma il leader della Lega, "che un ex magistrato sfortunatamente sindaco, spero ancora per poco, si permetta di decidere chi può e chi non può venire a Napoli". Il fatto che il sindaco di Napoli oggi non abbia partecipato al corteo dei centri sociali a Salvini non importa: "Conta quello che ha detto in questi giorni",  sottolinea Salvini. "Quello che ha dichiarato in questi giorni - annuncia - verrà portato in qualche tribunale dove, magari, qualche magistrato più equilibrato di lui deciderà se può insultare o no". E a proposito della polemica tra de Magistris e il ministro dell’Interno Minniti:  "A Minniti dico grazie, ma in
democrazia non deve essere un ministro dell’interno a garantire la libertà di pensiero". E sul razzismo antimeridionale di cui viene accusato: "Vent’anni fa - spiega Salvini - quando ho preso la
tessera della Lega, l’Italia era diversa, ora l’Italia deve vincere tutta insieme e Napoli e il Sud sono troppo importanti per lasciarli in mano ai de Magistris o i Crocetta di turno. Napoli era una capitale mondiale prima che il centralismo romano negasse tutto e derubasse tutti e quindi penso che valorizzare questa Italia che è lunga e diversa sia importante. Vent’anni fa quando ho fatto la tessera della Lega avevamo in tasca la lira, non c’era l’Isis, l’immigrazione fuori controllo non c’era la legge Fornero, era un’Italia diversa. Io voglio parlare con i napoletani che sono fuori da questa sala e che non credono più a Renzi, de Magistris, Emiliano, a tutti questi chiacchieroni. A loro voglio parlare e sono felicissimo di essere qua". E il leader del Carroccio rotna a parlare di centri sociali e camorra: "Vorrei che i conigli dei centri sociali fossero scesi in piazza contro la camorra ma forse hanno paura perchè qualche mamma o papà con la camorra ci campa". Così Matteo Salvini a Napoli".

Cinque fermi. La Polizia ha sottoposto a fermo 5 persone ritenute coinvolte negli scontri con le forze dell’ordine scoppiati nel quartiere Fuorigrotta. Due sono stati bloccati prima dell’inizio delle violenze, perché trovati in possesso di oggetti contundenti. Altri 3, invece, sono stati presi durante gli incidenti. Il grosso dei manifestanti violenti è stato disperso. Si segnala un piccolo gruppetto, ancora in azione, tra la Mostra d’Oltremare e lo Stadio San Paolo.

All’interno della sala: selfie e standing ovation.  Sala piena per la convention organizzata dal leader del Carroccio per presentare il programma elettorale per l’italia e per il Sud della Lega Nord. Centinaia di supporter leghisti provenienti dalle regioni del Mezzogiorno e dal centro si sono messi in fila per scattarsi un selfie con Salvini. All’arrivo dell’eur odeputato alla mostra D’Oltremare, un coro unanime si è levato dalla sala congressi: "Salvini premier".  Prima del discorso del segretario del Carroccio è stato proiettato un video promozionale della lega: tanti gli applausi ai leader populisti di tutto il mondo, da donald trump a marine le pen, e i fischi rivolti all’ex presidente del consiglio, romano prodi, e all’ex ministro del lavoro, elsa fornero.

Il corteo.  Oltre duemila persone alle 14 hanno dato il via al corteo organizzato da centri sociali, comitati e associazioni contro il comizio di Matteo Salvini alla Mostra d’Oltremare. Ad aprire il corteo in mattinata una grande ruspa sulla quale i manifestanti hanno sistemato il simbolico foglio di via al leader della Lega. In piazza anche assessori comunali come Alessandra Clemente, Ciro Borriello, consiglieri comunali e Sandro Fucito, presidente del consiglio comunale. Presente anche il presidente della terza municipalità Ivo Poggiani. Mentre il corteo attraversa il tunnel Laziale, poco dopo le 16, Matteo Salvini arriva alla Mostra d’Oltremare.
  Salvini a Napoli: partito il corteo, c’è anche una ruspa Condividi   Bandiere e striscioni; da quella del Pci, insieme a quella palestinese, una nera con il teschio dei pirati, al movimento neo-borbonico, a quella dello Slai Cobas. C’è chi protesta provenendo da Caserta, chi da Catania, chi dagli altri capoluoghi di provincia della Campania e sono già centinaia i manifestanti radunati, alcuni dei quali vestiti di nero e con felpe col cappuccio. Corteo anti-Salvini, slogan e bandiere: c’è anche una ruspa Navigazione per la galleria fotografica 1 di 12 Immagine Precedente Immagine Successiva Slideshow De Magistris: "Riconsegniamo le chiavi della Mostra"
La decisione del prefetto di autorizzare la manifestazione con Salvini alla Mostra d’Oltremare non ha trovato d’accordo il sindaco de Magistris: "È un atto senza precedenti e lo abbiamo detto ai vertici del Viminale". Il sindaco annunciato che l’amministrazione comunale, azionista di maggioranza dell’ente, e i vertici dell’ente stanno stilando un verbale "nel quale si stabilisce la consegna delle chiavi della Mostra d’Oltremare alla Questura, delegata dal Governo e dalla Prefettura, allo svolgimento della manifestazione. Noi non disponiamo più della Mostra". Napoli, in duemila in corteo contro Salvini Condividi   Si tratta, secondo de Magistris, di un provvedimento che ricorda "quelli utilizzati all’epoca della emergenza dei rifiuti per le discariche. Non voglio ritenere che la Mostra d’Oltremare sia una discarica, perché non lo è e non posso ritenere che Salvini sia considerato un rifiuto proveniente dal Nord. Quindi respingiamo questo tipo di provvedimento dal punto di vista politico e istituzionale, perché c’era la possibilità di contemperare tutte le esigenze. Evidentemente si è ritenuto di far prevalere il capriccio di Salvini di fare la manifestazione alla mostra e per potervi e la consentire addirittura è dovuto scendere in campo il ministro dell’Interno".

De Luca
"Solidarietà a Matteo Salvini, a Napoli sono in corso scontri alimentati da centri sociali e forze estremistiche che impediscono all’onorevole salvini di parlare. Io non la penso come lui ma salvini ha diritto di parlare come e dove crede. La mia solidarietà anche alle forze dell’ordine, ci sono stati lanci di molotov, vittime di aggressioni irresponsabili. Mi auguro che a napoli trovino il senso della misura". Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, aprendo il suo intervento al Lingotto di Torino.

RAGONE
Sbaglia il sindaco Luigi de Magistris ad esasperare con le sue dichiarazioni il clima su Matteo Salvini, alla vigilia del comizio di oggi. Mentre il nuovo prefetto Carmela Pagano, insediata da poche settimane nel palazzo di governo in piazza del Plebiscito, mostra preoccupanti oscillazioni sul tema centrale dell’ordine pubblico in città. Il combinato di questi due diversi e irragionevoli comportamenti rischia di fare apparire il peggiore dei populisti come un martire della democrazia.

Mentre la crescente tensione politica potrebbe irresponsabilmente alimentare scontri e atti di violenza. All’odio non si risponde con l’odio. E per quanto odiose siano le frasi di Salvini e della Lega sui meridionali e sui napoletani in particolare, per quanto sprezzanti siano gesti e comportamenti del leader leghista, non gli si può impedire di tenere un comizio pubblico. È un diritto garantito dalla Costituzione, è perfino ovvio ricordarlo.

È come se, a parti invertite, venisse vietato a un leader politico meridionale di parlare in una qualsiasi città del Nord, dove la Lega è particolarmente forte. Dunque ha avuto facile gioco, Salvini, e con lui la destra, a dire che non siamo in una dittatura e che a Napoli comandano i centri sociali. Al punto che il ministro dell’Interno Marco Minniti ha chiamato tempestivamente il prefetto per dargli “precise disposizioni” affinché la manifestazione si faccia. Poco prima, dal vertice in prefettura, era emersa una diversa soluzione: il comizio alla Mostra era stato annullato, decisione che aveva spinto gli occupanti a liberare le sale.

Un dietrofront incomprensibile, se la stessa prefettura nei giorni scorsi aveva disposto che la manifestazione si tenesse proprio alla Mostra, nonostante il parere contrario del Comune. Anche il “no” di palazzo San Giacomo è immotivato e rischia di ritorcersi contro l’amministrazione. La contrapposizione politica, per quanto aspra, non può mai degenerare in un divieto. E se si trasforma nello scontro degli opposti populismi, se toni roboanti e demagogici prevalgono sul civile e corretto confronto politico, proprio Napoli ne pagherà il prezzo più pesante. «L’amministrazione comunale non può consentire che in un luogo riconducibile al Comune si ospitino attività a derivazione antinapoletana», ha tuonato il sindaco. «Salvini non può diventare amico dei napoletani un giorno all’improvviso - ha continuato - e noi non dimentichiamo il suo disprezzo per questo popolo. Questa storiella la racconti a qualcun altro».

Ma la legittima strategia politica di de Magistris - presentarsi cioè come l’anti-Salvini che tutela gli interessi di Napoli e del Sud - ha senso se resta nei confini della dialettica, non se si trasforma in un veto. Ed è vero che l’ordine pubblico non può finire nelle mani dei centri sociali. Saranno i napoletani a decidere se partecipare o meno alla manifestazione di un esponente politico, che con le sue dichiarazioni ha alimentato l’ostilità nei confronti del Sud. Ma la risposta non può mai essere l’espulsione dal territorio, l’intolleranza o, peggio, la violenza. Tanto più a Napoli, la città delle Quattro Giornate.
 

ILGIORNALE.IT (DAGOSPIA)

Franco Grilli per Il Giornale.it

E alla fine Matteo Salvini è arrivato a Napoli. Dopo il braccio di ferro tra il prefetto, i manifestanti e il sindaco De Magistris per lo sgombero della sala congressi della Mostra d’Oltremare, è arrivato il via libera.

"Non siamo in dittatura a Napoli non esiste Stato, comandano i centri sociali. Ma io ci sarò lo stesso, alle 17 alla Mostra d’Oltremare: se non mi faranno parlare dentro, parlerò fuori", ha affermato Salvini. Poi ha aggiunto: "Mi sorprende che un ex magistrato possa decidere chi deve parlare o meno in una città. Conta quello che ha detto in questi giorni. Quello che ha dichiarato in questi giorni - annuncia - verrà portato in qualche tribunale dove, magari, qualche magistrato più equilibrato di lui deciderà se può insultare o no".

Una risposta alle parole del sindaco di Napoli che aveva contestato l’ordinanza del prefetto. "Lo Stato ha deciso di far prevalere il capriccio di Salvini di voler fare la sua manifestazione alla Mostra d’Oltremare", ha affermato De Magistris.

L’ex pm spiega: "Nessuno ha tolto il diritto di parola a Salvini che in alcune sue dichiarazioni fa apologia del fascismo, ma non possiamo consentire che un’articolazione del Comune sia nella sua disponibilità". La manifestazione della Lega "si poteva fare ovunque con le medesime garanzie di ordine e sicurezza. Questo reiterare in modo pervicace l’idea di volere la Mostra contro la volontà dell’Amministrazione e della maggioranza non aiuta". "Io e la mia Amministrazione siamo convintamente democratici e a difesa della Costituzione, motivo per cui siamo contro Salvini’’, ha affermato il sindaco.

Intanto i centro sociali e diverse associazioni hanno organizzato una manifestazione contro la presenza di Salvini. Tra gli striscioni, quello e colorato che recita "Salvini, Napoli non ti vuole". "Occhio alla Lega" è il coro che i partecipanti intonano. Diverse le presenze di artisti, tra cui quella Tonino Carotone, ma anche istituzionali, dall’assessore per i giovani, Alessandra Clemente alla moglie del sindaco Luigi de Magistris, Maria Teresa Dolce, al consigliere comunale Pietro Rinaldi, in passato attivista no global, ma anche Eleonora Di Majo, consigliere comunale arancione nota alle cronache per le sue posizioni filo-palestinesi. Nutrita anche la rappresentanza di migranti. Durante l’intervento di Salvini, tra le strade di Napoli è sfilato il corteo. Tra la folla è apparsa anche una ruspa.

Tra i manifestanti ci sono anche alcuni black bloc. La polizia ha vigilato su tutta la zona della Mostra d’Oltremare e anche sul percorso del corteo. È iniziato un fitto lancio di fumogeni, sanpietrini e bombe carta da parte della frangia più violenta nella manifestazione anti- Salvini a Napoli. Bersagliato il cordone delle forze dell’ordine con camionette schierate davanti alla Mostra d’Oltremare. I lanci sono partiti da un folto gruppo da persone vestite incapucciate di nero con il volto coperto da maschere di Pulcinella. Lacrimogeni e idranti in azione da parte delle forze dell’ordine. Gli scontri si sono verificati davanti alla stazione ferroviaria di Napoli Campi Flegrei, nei pressi della mostra d’oltremare.