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 2017  marzo 11 Sabato calendario

Addio ai ponti

Il crollo del ponte sull’autostrada ad Ancona è la metafora di un Paese a pezzi. O almeno, sarà senz’altro così, visto che lo dicono tutti. Del resto il crollo del ponte autostradale in costruzione in Baviera, giugno 2016, tre morti e vari feriti, è la metafora di una Germania a pezzi. Il crollo del ponte sul Mississippi, Minneapolis, agosto 2007, oltre dieci morti, decine di feriti, è la metafora di un’America a pezzi, come lo è il crollo del ponte nello Stato di Washington, fra Usa e Canada, maggio 2013, un’auto nel fiume, tragedia sfiorata. Il crollo del ponte sull’autostrada Mosca-San Pietroburgo, marzo 2013, morto un camionista, autostrada bloccata per un paio di giorni, è la metafora di una Russia a pezzi. Il crollo di un ponte in costruzione a Trondheim, settembre 2013, morto un automobilista, è la metafora di una Norvegia a pezzi. Il crollo di un ponte autostradale appena inaugurato a Nord di Copenaghen, settembre 2014, tragedia sfiorata, autostrada bloccata, è la metafora di una Danimarca a pezzi. Il crollo per il maltempo di un ponte sul fiume Wharfe, nel North Yorkshire, dicembre 2015, è la metafora di un’Inghilterra a pezzi. Il crollo di un ponte ferroviario a Graz, febbraio 2015, tragedia sfiorata, linea bloccata per due giorni, è la metafora di un’Austria a pezzi. Il crollo di cinque ponti cinesi solo nel 2012, quasi cento morti, è la metafora di una Cina a pezzi. I ponti crollano ovunque, chissà se metafora di un ovunque a pezzi; l’idea di un Paese a pezzi, da noi, magari ce la dà il gusto per l’autodiffamazione.