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 2017  marzo 10 Venerdì calendario


Il Titanic in mostra

Torino «Mi piace svegliarmi la mattina e non sapere cosa mi capiterà o chi incontrerò, dove mi ritroverò. Proprio l’altra notte ho dormito sotto un ponte e ora mi trovo qui, sulla più imponente nave del mondo...» urlava un emozionato Leonardo Di Caprio sulla prua del Titanic, nell’indimenticabile kolossal da 11 premi Oscar di James Cameron. 
Oggi, quella «nave dei sogni» dal drammatico epilogo continua a emozionare intere generazioni grazie a Titanic The Artifact Exhibition, la mostra itinerante che offre ai visitatori l’opportunità di conoscere da vicino le storie personali dei passeggeri e scoprire le ragioni del loro viaggio in America attraverso le centinaia di reperti in mostra. 
Promossa da Dimensione Eventi su licenza di Premier Exhibition, proprietaria del relitto, la manifestazione arriva per la prima volta in Italia dal 18 marzo al 25 giugno alla Promotrice delle Belle Arti, nel parco del Valentino di Torino. «La sensazione che si avrà varcando la soglia della Promotrice è quella di salire al bordo del Titanic», promette Alexandra Klingelhofe, la curatrice della mostra. 
Pezzi autentici della nave, oggetti originali di proprietà dei passeggeri, la ricostruzione in scala reale di una cabina di prima classe e una di terza classe, il celebre ponte principale, reperti e filmati d’epoca. Tra le chicche del percorso anche una «parete iceberg» e la sala dedicata ai passeggeri italiani. 
«Il Titanic non è solo tragedia, non è neanche la querelle sul “potevano o non potevano salvarsi tutti”, non è il film», racconta a Libero Alexandra. «Il Titanic sono le storie, le vite dei passeggeri, borghesi, ladruncoli, innamorati. Ognuno con i loro sogni. Come quelli di George Rosenshine e la sua compagna, che giravano il mondo come eterni sposini. O quelli di Marian, una miliardaria 63enne che si recava in fretta e furia dalla figlia, appena rimasta vedova». E ancora la storia di Margaret Brown, che nel kolossal di James Cameron è interpretata dall’attrice Kathy Bates. Conosciuta come «Molly la filantropa», la donna sfruttò la notorietà raggiunta per essere uscita indenne dalla catastrofe per sensibilizzare l’opinione pubblica su argomenti come l’alfabetismo per i bambini e la conservazione storica. 
«I passeggeri italiani viaggiavano tutti in seconda o terza classe. Gli unici svaghi, oltre agli appuntamenti per i pasti principali, erano rappresentati dalle passeggiate lungo i ponti, la consultazione di libri presso la biblioteca comune o, per chi aveva voglia di far baldoria, le partite a carte», spiega l’esperto della vita a bordo Claudio Bossi. Tra i 37 provenienti dal Belpaese, solo tre rimetteranno piede sulla terraferma. «La maggior parte di loro viaggiava sul Titanic per lavoro, svolgeva infatti il mestiere di cameriere o macchinista. Solo tre i sopravvissuti, tra cui una lucana. Sono molto affezionato alla sua storia, era l’unica donna italiana a bordo ed era incinta. Maria Salvata è il nome che darà mesi dopo alla neonata». 
Da sempre appassionato di grandi navi e con un’importante carriera in marina alle spalle, l’italiano Duilio Curradi sarà tra i protagonisti della mostra. Il suo modellino del Titanic, costruito in scala 1 a 100 e completamente arredato, promette di essere tra i pezzi forti. «Se la tragedia si poteva evitare? Direi proprio di no. Nel momento in cui il Titanic striscia contro la massa ghiacciata, le lamiere vengono compromesse a tal punto da dilatarsi e creare delle vere e proprie vie d’acqua che man mano allargano i compartimenti. Il resto è storia». «Inoltre», prosegue Curradi, «non credo neanche alla teoria dell’incendio emersa pochi mesi fa, secondo la quale una presunta combustione sviluppatasi all’interno dello scafo, avrebbe reso “debole” la parete della nave che si è poi scontrata con l’iceberg. Non ha fondamenti scientifici, ma soprattutto l’equipaggio non era mica scemo, sarebbe intervenuto per spegnere le fiamme. Insomma, tutte bufale!».