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 2017  marzo 10 Venerdì calendario

Rondini amiche

Hirundo rustica, ovvero rondine della campagna. È questo il nome scientifico per la rondine comune. Secondo la classificazione di Linneo, essa appartiene all’Ordine dei passeriformi, solitamente uccelli di piccole medie dimensioni ad eccezione dei ben più voluminosi corvi. Le nostre rondinelle hanno, infatti, un corpicino snello ed agile lungo 18-19 centimetri ed un’apertura alare di 30 centimetri circa. Le zampe sottili, ma forti, consentono loro di aggrapparsi ai rami e ai nidi. Gli esemplari maschi e femmine sono molto simili nell’aspetto, di cui tipica è la coda biforcuta. Le piume sono dipinte di un bel nero cangiante al blu cobalto per la parte superiore del corpo; il ventre si presenta bianco grigiastro, mentre gola e fronte sono macchiate di rossoarancio. 
Nonostante l’aspetto
semplice, la rondine porta con sé numerosi significati simbolici. Facendo
qualche ricerca, mi sono
infatti imbattuta in varie rappresentazioni sacre
nelle quali compare proprio questo piccolo volatile. Nella “Madonna della rondine”, affresco risalente al XVI secolo, situato nella chiesa di san Bonifacio martire a Levada (provincia di Treviso) il bambin Gesù con la mano destra benedice, mentre nella mano sinistra stringe con gentilezza una rondine. A Vilminore di Scalve, in provincia di Bergamo, è stato restaurato un dipinto murale nel quale un uccellino dal ventre bianco e dal corpo scuro poggia sul petto del bambin salvatore, stretto nella sua mano destra. In entrambi i casi la rondine rappresenta l’annuncio della resurrezione di Cristo, e, di conseguenza, la speranza di salvezza spirituale degli uomini forse ispirata dalla forma della coda che ricorda un’ancora. 
Certamente qual-
cuno avrà già sentito
il proverbio “San Benedetto la rondine
sotto il tetto”, riferito
al 21 Marzo, il giorno dell’equinozio di primavera. Esso allude
alle abitudini migrato-
rie delle rondini: tra settembre e ottobre, in base alle condizioni meteorologiche ed alla disponibilità di cibo, esse lasciano l’Europa alla volta del Sud Africa. Possono seguire due rotte, attraverso il deserto del Sahara, oppure evitarlo passando per la più lunga costa africana occidentale o per la valle del Nilo. Le rondini volano basse durante la migrazione, che è diurna, e si nutrono in volo di insetti. È un viaggio impegnativo, che le porta a coprire distanze notevoli anche trecento chilometri -, in una sola giornata. 
Raggiungono la meta finale nel periodo natalizio. Una volta svernato, le rondini ritornano da noi all’arrivo della primavera. Resta da comprendere il motivo per cui questi gradevoli volatili nidificano vicino all’uomo. Esopo ne diede un’ interpretazione in unadelle sue favole: “La rondine e gli uccelli”. La piccola rondine più volte aveva cercato di mettere in guardia gli altri uccelli dai pericolosi semi di lino coltivati dall’uomo. 
«Mangiàteli» diceva loro, così da impedire agli uomini di poterli utilizzare avendo intuito il rischio che ne sarebbe derivato. Nessuno la ascoltò. Lei, invece, si avvicinò all’uomo e strinse amicizia, concordando che avrebbe semplicemente abitato sotto i tetti e lo avrebbe deliziato con il suo canto, in cambio di aver salva la vita. E così fu: gli altri uccelli furono catturati dalle reti tessute con il lino, mentre la rondinella fu lasciata in libertà. Grazie a questo stretto contatto con le abitazioni umane, essa ha assunto anche il significato di protettrice della casa. Distruggerne i nidi o, addirittura, ucciderne un esemplare porterebbe incredibile sfortuna (in Estonia, paese di cui la rondine è simbolo, questo gesto avrebbe come conseguenza la cecità di chi lo compie). 
Grazie al mio lavoro, ho la fortuna di trascorrere gran parte del tempo all’aria aperta. Molte volte, mentre attacco la flebo ad un vitello disidratato, sono assistita da qualche gallina curiosa. Ma, quando le giornate si fanno tiepide e primaverili, a catturare la mia attenzione sono loro, le rondinelle. Sotto le travi dei tetti delle stalle costruiscono i loro nidi, che sono delle vere e proprie opere architettoniche. Essi sono composti prevalentemente da fango, al quale sono aggiunti crini di animali e rametti, e poi modellati con le ali. I nidi ospitano una coppia monogama di rondini e quattrocinque piccoli. Talvolta, come vuole l’abitudine moderna, la coppia di volatili accetta e si avvale dell’aiuto di una tata (in tal caso un maschio adulto “single”) per covare le uova, costruire il nido o difenderlo dai predatori. E, perché no, per approfittarsi dell’eventuale disponibilità della femmina. Ma ciò che mi colpisce di questi piccoli uccelli è l’incredibile agilità e leggiadria del volo, che a guardarlo mi fa girare la testa. I greci consideravano le rondini un dono di Afrodite, tanto erano aggraziate e belle. Esse compiono acrobazie vorticose e molto veloci nell’aria, alla ricerca del loro cibo prediletto: gli insetti. Il canto delle rondini (il garrito) è altrettanto ammirevole: un cinguettio delicato, armonioso, con suoni brevi e acuti che ricordano un chiacchiericcio tra amiche. Sospetto che nei loro discorsi rientriamo anche noi uomini. Il patto stretto nella favola di Esopo sta venendo a mancare ahimè. L’agricoltura intensiva e il massiccio utilizzo di pesticidi rende precaria la sopravvivenza delle rondinelle, mentre i cambiamenti climatici stanno influenzando le loro rotte e periodi migratori. Fortunatamente la legislazione, tramite ordinanze comunali e direttive comunitarie, protegge varie specie di uccelli, tra i quali rondini, rondoni e balestrucci. Dovremmo sicuramente provare a riavvicinarci alla natura e ristabilire così un giusto equilibrio con le sue creature.