Il Sole 24 Ore, 10 marzo 2017
Brunello Cucinelli, l’utile sale a 39 milioni
A quasi cinque anni dalla quotazione Brunello Cucinelli continua a crescere e si avvicina al mezzo miliardo di fatturato, con indici di redditività in aumento a doppia cifra. Dati eccezionali in sé, ancora di più se confrontati con quelli del lusso in generale, che nel 2016 ha sofferto per il rallentamento dei consumi cinesi e per il calo dei flussi turistici. Il cda dell’azienda guidata dal suo fondatore Brunello Cucinelli ha approvato ieri il bilancio consolidato 2016 e proposto il dividendo: 0,16 euro, pari a un payout ratio del 29,9%. Altro dato in crescita rispetto al 2015, quando la cedola fu di 0,13 euro, pari a un rapporto tra dividendi complessivi e risultato di gruppo (questa la definizione di payout ratio) del 26,5%. I ricavi, il cui andamento era stato anticipato il 9 gennaio, sono saliti del 10,1% a 456 milioni; ebitda e utile netto sono aumentati rispettivamente del 13,2% a 78,2 milioni e del 18,8% a 39,1 milioni. Cucinelli è ottimista: «Sulla base delle campagne vendite delle collezioni delle prossime due stagioni, primavera-estate 2017 e autunno-inverno 2017-2018, possiamo affermare con un buon grado di certezza che anche quello che stiamo vivendo dovrebbe essere un anno di crescita a doppia cifra sia dei ricavi sia delle marginalità».
Dietro a queste previsioni e al successo di vendite delle più recenti collezioni ci sono molti fattori (si veda anche La lettera all’investitore pubblicata sul Sole 24 Ore del 5 marzo): crescita omogenea rispetto ai mercati, buon andamento dell’Italia (che assorbe il 16,7% del fatturato, salito del 7,3%), equilibrio tra canale retail e distribuzione wholesale e, last but not least, investimenti (30 milioni nel solo 2016) e un’idea molto chiara di posizionamento del brand e di difesa dell’esclusività. «Il 2016 è stato un anno di svolta nell’approccio a internet – spiega Cucinelli –. Fino a gennaio avevamo un unico sito, con una sezione di e-commerce accanto alle informazioni sull’azienda e a quelle per gli investitori. Dal 1° febbraio ne abbiamo due: il primo è una boutique virtuale, il secondo ha l’ambizione di raccontare l’azienda e tutte le persone che ci lavorano come “artigiani umanisti del web”, un’idea maturata durante un viaggio nella Silicon Valley».
Cucinelli ha più volte citato i protagonisti della rivoluzione di internet come esempi da seguire, ma precisa: «Coniugare le enormi potenzialità della tecnologia con valori umanistici dovrebbe essere la priorità di tutti. Sono felice che qualche giorno faMark Zuckerberg si sia chiesto, su Facebook, “stiamo davvero costruendo il mondo che vogliamo?”. La nostra azienda se lo domanda da sempre e l’obiettivo, non mi stanco di ripeterlo, è offrire manufatti artigianali italiani di eccelsa qualità, dando allo stesso tempo dignità morale ed economica a tutte le persone che lavorano nella filiera della moda, non solo nella nostra azienda». Il titolo Cucinelli ha chiuso ieri a 20,72 euro (+0,44%).