la Repubblica, 10 marzo 2017
L’amaca di Michele Serra
Giuliano Pisapia è gentile. Nella forma e nella sostanza: espone sorridendo intenzioni sorridenti, ostinatamente propositive, utili per sedare liti e sdrammatizzare differenze. Questo lo rende il politico più anomalo d’Italia. Renzi è molto diretto e schietto, gentile no davvero; Monti fu di autorevolezza punitiva, probabilmente considerava il sorriso un cedimento al deficit pubblico; Berlusconi ridanciano fino alla ruffianeria, ma sovente aggressivo fino alla paranoia; Grillo ferino nei confronti di chiunque non gli dica “bravo! bene!”; Salvini ha i modi (e anche la linea politica) di Polifemo. Nel suo complesso la scena politica italiana – destra sinistra centro – gronda di modi bruschi e umori neri.
Questo rende l’esperimento di Pisapia al tempo stesso disperato e affascinante. Tutto ci possiamo aspettare, dal nostro futuro, tranne uno sbocco gentile. Direi che la gentilezza sta al futuro dell’Italia quanto la liberazione femminile a quello dell’Arabia Saudita. Dunque Pisapia va seguito, indipendentemente da come la si pensi politicamente, con una sorta di indulgenza sperimentale. I bookmaker lo danno uno a cento: come la qualificazione del Barcellona.