Corriere della Sera, 10 marzo 2017
Teatri, grotte, miniere. Che cosa c’è sotto l’Italia?
Ma chi l’ha detto che per gustarsi panorami mozzafiato bisogna dominarli dall’alto? Torcia alla mano, siamo scesi verso il basso per esplorare il sottosuolo italiano e abbiamo scoperto un paesaggio variegato e meraviglioso. Città sotterranee ammantate di mistero e grotte naturali adornate di stalattiti e stalagmiti sono le prime immagini che vengono in mente pensando al mondo ipogeo, ma la nostra ricerca si è spinta oltre, in luoghi sotterranei curiosi e inaspettati. Alcuni esempi, tutti visitabili.
Partiamo dai confini orientali, dove la Grotta Gigante di Sgonico (Trieste) custodisce la più ampia cavità naturale al mondo, in cui potrebbe essere idealmente alloggiata la Basilica di San Pietro. E dall’alto scendono i pendoli per la misurazione dell’accelerazione di gravità più lunghi del mondo. Dall’Altopiano Carsico al massiccio del Gran Sasso per scoprire sotto 1.400 metri di roccia un’altra meta oversize: il centro di ricerca scientifica sotterraneo più grande del mondo, il Laboratorio Nazionale del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare. Un polo scientifico internazionale da fantascienza per cercare la materia oscura schermati dalla roccia.
Ai confini con l’Austria, nel comune più settentrionale d’Italia, a Predoi, dove dalla preistoria fino all’800 veniva estratto il rame. Quella che era una miniera oggi è il primo centro di speleoterapia in Italia con uno speciale microclima benefico per le malattie respiratorie. Dai rifugi della salute a quelli dello spirito: due luoghi di culto spiccano per la loro originalità: la Grotta dei Pescatori a Piedigrotta (Pizzo Calabro), con le sue figure religiose che ci parlano nella penombra, e la Cattedrale di Sale scavata dai minatori nella miniera (operativa) di Salgemma Italkali di Realmonte in Sicilia.
Un salto alle origini dell’uomo ci porta alla grotta del Genovese di Levanzo sempre in Sicilia, dove le pitture e le incisioni rupestri uomini e animali di sono conservate perfettamente dall’età neolitica e paleolitica in una cavità affacciata sul mare e riscoperta per caso da una turista curiosa, e poi in Valpolicella, a Fumane (Verona) dove Riparo Solinas, grotta abitata dall’uomo di Neanderthal per 15.000 anni, è oggi un laboratorio di paleontologia aperto agli appassionati.
Esempi affascinanti di stratigrafia urbana li incontriamo ad esempio a Milano, dove uno dei più monumentali teatri di età Augustea sopravvive sotto Piazza Affari. Un micropercorso multisensoriale tra i ruderi ci avvolge anche negli afrori umani e nei profumi di rosa e zafferano tanto graditi agli antichi romani. A Oderzo (Treviso) si gustano invece piatti di ricerca al blasonato ristorante Gellius, un’architettura contemporanea che si incastona tra reperti romani e medievali. Le vie ipogee del gusto proseguono a Canelli, in Piemonte, dove le Cattedrali Sotterranee hanno dato i natali alle prime bollicine d’Italia, passano poi per Borgofranco sul Po (Mantova) e San Giovanni d’Asso (SI) dove due musei sono dedicati al principe dei vegetali ipogei, il tartufo.
Torniamo in miniera, questa volta in Val d’Aosta, a Brusson, per cercare il luccichio dell’oro nella Miniera di Chamousira. Si entra nelle gallerie estrattive da una nuova struttura a strapiombo sulla Val d’Ayas. Un’incursione nell’architettura contemporanea tra ipogeo e iperpanoramico è nella sede del Messner Museum di Plan de Corones, forgiato dalla mente di Zaha Adid sotto la costa della vetta alto atesina a 2.275 metri sulle Dolomiti.
Ci si può, infine, soffermare a Fortezza, sempre in Alto Adige, per scoprire in una visita guidata l’avanzamento dei lavori della Galleria del Brennero, che sarà la più lunga del mondo quando verrà inaugurata nel 2026.