Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  marzo 10 Venerdì calendario

Gli alberghi del sonno

Dormire bene, piacevolissimo di per sé, è fondamentale per il benessere psicofisico. Lo sappiamo tutti. E tutti sappiamo anche che, con il cambio di stagione, in primavera per molti il sonno se ne va. Figuriamoci quando si è in viaggio, in alberghi, agriturismo o B&B, con stanze, cuscini, materassi, arredi, luci e atmosfere non abituali. Il prossimo 17 marzo è la giornata mondiale del sonno, e come ormai accade da qualche anno la World Sleep Society ha organizzato una serie di eventi e iniziative in oltre 70 paesi in tutto il mondo. Per inciso, sono 14 milioni gli italiani che soffrono di insonnia e il 41% della popolazione italiana ha disturbi.
Il menù dei letti
Gli albergatori più sensibili al problema hanno messo in atto accorgimenti negli hotel per augurare la miglior buona notte! Attenzioni che vanno al di là del comfort normale che ogni struttura ricettiva dovrebbe garantire. E che prevedono addirittura un «menù» di cuscini che il cliente può prenotare o scegliere al suo arrivo in albergo. La catena alberghiera Four Season, presente in 43 Paesi del mondo ( in Italia a Firenze e Milano) fin dal 2014 permette ai propri clienti di selezionare il letto, su tre livelli di consistenza, che meglio si adatta alle loro esigenze, con una scelta di cuscini e altri dettagli che rendono il comfort unico. È noto che Giappone e Stati Uniti offrono la più vasta tipologia di letti con il famoso «Grand King Bed», a due piazze, lungo 2 metri e mezzo. Ma in questi Paesi si possono fare richieste personalizzate con lunghezze che arrivano fino a 3 metri e larghezze fino a 3 metri e 60 centimetri. Mentre spetta agli hotel del Regno Unito, Irlanda, Norvegia e Svezia offrire i letti singoli più piccoli al mondo, con una larghezza di soli 75 cm. Noi italiani siamo più tradizionali e non ci scostiamo molto dal classico «letto matrimoniale» ( 160x190). Quello a due piazze «alla francese», più piccolo (140x190) lo accettiamo se proprio non c’è posto per dormire più larghi. Ma attenzione: in Germania, Austria e Svizzera spesso potete trovare, invece di un materasso unico per un letto a due piazze, due materassi singoli accostati, con il fastidioso «buco» in mezzo. Certo, non contano solo dimensioni e qualità del materasso. Contano molti altri fattori come l’insonorizzazione della camera, la sua atmosfera, la temperatura, la comodità dei cuscini, le soffici lenzuola e il giusto partner. E fa una bella differenza essere fuori casa e dormire in albergo per motivi di lavoro o rilassati per vacanza.
Trucioli e semi d’uva
In Italia garantire le condizioni per un perfetto riposo è una vera missione per numerosi hotel distribuiti dalle Alpi alla Sicilia. In Alto Adige il Dolcevita hotel Feldhof, a Naturno, qualche chilometro da Merano entrando in Val Venosta, vi permette di scegliere tra 14 tipi di cuscini biologici e medici certificati che vi assicurano un sonno salutare. Si va da quelli imbottiti di trucioli di pino cembro (legno che studi scientifici considerano un vero toccasana per il sonno) miglio ed erba di San Giovanni, ai cuscini imbottiti con il farro, utile nei casi di tensione nella zona della testa e dei muscoli del collo. E ancora dai cuscini rilassanti con semi d’uva (per il calore naturale che spigionano) a quelli riempiti con erbe alpine del luogo come l’arnica, l’iperico, la camomilla, la calendula, il fiordaliso e i fiori di fieno che hanno un effetto rinfrescante durante il sonno. Non sono meno ricchi i «menù» di guanciali personalizzati degli INC Hotels Group in Emilia –Romagna che si prenotano direttamente alla reception delle strutture, quali i Best Western di Reggio Emilia e Parma o il Grande Albergo Roma di Piacenza. Il «dolce dormire» con il peso del corpo distribuito in maniera uniforme, viene garantito dai materassi e dai cuscini «memory» che hanno la proprietà di «ricordare» la posizione delle linee del capo e del collo per qualche secondo. Vengono proposti per esempio, insieme ad altri accorgimenti all’ Hotel Aquadulci immerso nella natura selvaggia di Chia in Sardegna. Rimedio semplice, ma sempre efficace per un buon sonno, è quello di estraniarsi in una «bolla» di silenzio e buio, immersi nella natura. Può fare al caso una delle fattorie, associate al Castello di Casole, tra i vigneti e le sinuose colline senesi, in Toscana ( distanti da l corpo centrale) o un agriturismo alle falde dell’Etna come ad esempio il BagolArea EcoFarm, a 350 metri di altitudine, affacciato sulla costa fra Catania e Taormina, che fa parte di Ecobnb la nuova e rete italiana di alloggi sostenibili in spazi naturali (www.ecobnb.it).
Poi c’è chi propone la silvoterapia, come l’hotel Seehof – Nature Retreat a Naz, vicino a Bressanone, dove abbracciare gli alberi e respirare l’aria dei boschi è considerato un rimedio davvero benefico, che tra l’altro favorisce il sonno. Ampia è la scelta di massaggi di vario tipo che ormai molti alberghi propongono. Come per esempio l’ayurvedico massaggio Shirodara ( un indirizzo sono le Terme della Salvarola sulle colline di Modena) con il suo profondo rilassamento e benessere. Un trattamento che, grazie alla colatura di olio caldo sulla fronte, regola i disturbi dell’umore e fornisce un buon sonno. Se poi volete un hotel a 1000 stelle ( sopra di voi), nella natura selvaggia, in Toscana, non vi resta altro che dormire su un albero, rigorosamente all’aria aperta a circa 10 metri di altezza, in tutta sicurezza, dalla primavera all’ autunno. La proposta incredibile viene da Matteo Cortigiani, inventore di Tree Sleeping (per prenotazioni al numero 347-4235999). Niente casette, solo brandine singole o matrimoniali, ideate per l’alpinismo, ma in questo caso appese ai rami di alberi secolari. Il costo di una «camera 1000 stelle» va da 50 a 70 euro, comprese cena e colazione.