ItaliaOggi, 10 marzo 2017
Diritto & Rovescio
Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, e Antonio Ingroia, ex pm ammazzasette della procura di Palermo, entrambi sinistrissimi, venivano dipinti come amici per la pelle. Del resto la loro storia e le loro propensioni politiche li facevano apparire convergenti. Ma adesso che Ingroia è stato incriminato per alcune generosità praticate a se stesso con i soldi pubblici (ma che, lui dice, sono compensi o rimborsi spese in ordine con la legge che, nel frattempo, è stata modificata), la solidarietà gli arriva da Fabrizio Cicchitto (che è come se, in favore di un angelo, intervenisse Belzebù). De Magistris invece si è defilato. Anzi, ha fatto di peggio. Ho infatti detto: «Mi auguro che Ingroia abbia tutti gli elementi per chiarire la sua posizione, perché, come contestazione, è bruttina». Questa locuzione diminutiva, detta da una magistrato, non è affettuosa ma assomiglia a una pedata alle mani a chi si era aggrappato per non annegare. Ma potrei sbagliarmi, è chiaro.