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 2017  marzo 10 Venerdì calendario

Crolla un cavalcavia vicino ad Ancona. Due morti

Il degrado italiano si misura anche dalla frequenza dei crolli, e in particolare dalla frequenza con cui crollano i ponti. Ieri ne è cascato un altro, dalle parti d’Ancona, ammazzando due coniugi di 60 e 54 anni, schiacciati nell’auto che passava sotto la struttura e morti sul colpo.  

Che ponte è?
È più giusto definirlo un cavalcavia. È il numero 167 al chilometro 235+800 dell’autostrada A14, all’altezza di Camerano, tra Loreto e Ancona. Era stato progettato l’allargamento a tre corsie, quando - secondo il racconto del sindaco di Castelfidardo, Roberto Ascani - «la struttura ha ceduto. Gli operai stavano sollevando la campata del ponte con dei martinetti. Evidentemente qualcosa è andato storto». Erano le 14.30. Più tardi la Società Autostrade (dei fratelli Benetton) ha emesso il seguente comunicato: «le attività di sollevamento del cavalcavia interessato dal crollo lungo l’A14, erano state completate alle ore 11:30. Al momento dell’incidente, alle 13 circa, il personale stava realizzando attività accessorie. Sul cantiere, peraltro, era presente l’ingegnere responsabile tecnico dei lavori per la Delabech». La società Delabech, prosegue Autostrade, «è una società specializzata con qualifiche di legge per i lavori in oggetto e munita di certificazione delle società Protos, Bureau Vertitas e Accredia. La stessa società aveva eseguito analoghi lavori su altri cavalcavia della stessa tratta. Autostrade per l’Italia ha già messo a disposizione della magistratura tutti gli elementi contrattuali relativi all’affidamento dei lavori. Si stanno acquisendo tutti gli elementi per ricostruire la dinamica dell’evento, partendo dai documenti progettuali elaborati dalla Delabech stessa». Il sindaco Ascani dice che l’errore («incomprensibile») è stato quello di non chiudere l’autostrada mentre erano in corso i lavori.  

La società Autostrade, con quel comunicato, mette le mani avanti e fa capire che la colpa potrebbe/dovrebbe essere di questo disgraziato ingegnere.
L’ingegnere in questione sa, dentro il suo cuore, come stanno le cose, e cioè se è colpevole (e in che misura) o innocente. Quanto alla giustizia umana, anzi italiana, non c’è da averne paura: lo scorso ottobre crollò il cavalcavia di Annone, troppo debole per sopportare il passaggio di un tir che trasportava bobine metalliche e pesava più di cento tonnellate, ammazzando un poveretto che tornava a casa dal lavoro. Sono passati cinque mesi, ma la perizia non è ancora pronta e quando si comincerà a discutere ci si troverà di fronte al problema, tipicamente nostrano, che la provinciale 49 di cui faceva parte il ponte è sotto la giurisdizione di Lecco mentre la statale 36 è governata da Como.  

Chi sono i due poveretti che hanno perso la vita?
Le due persone rimaste uccise sono Emidio "Mimmo" Diomedi, 60 anni, e la moglie Antonella Viviani, 54. Erano sposati da 36 anni e vivevano a Spinetoli, in provincia di Ascoli Piceno. Si trovavano a bordo di una Nissan Qashqai che passava sotto al ponte, in direzione Nord, nel momento del crollo. I corpi sono stati recuperati. I due gestivano insieme un’azienda di confezioni con sede a Colli del Tronto. La polizia ha informato nel pomeriggio i familiari della tragedia avvenuta. I coniugi Diomede lasciano due figli, Daniela e Daniele, quest’ultimo ex team manager della Sambenedettese calcio. La coppia stava andando all’ospedale regionale di Torrette per una visita di controllo della donna, che recentemente era stata sottoposta ad un intervento chirurgico. Il sindaco di Spinetoli Alessandro Luciani ricorda: «Persone squisite, attaccate al nostro territorio tanto da contribuire non solo economicamente all’organizzazione di feste ed eventi, ma partecipandovi personalmente, soprattutto d’estate. Stavano per diventare ancora una volta nonni, poiché la moglie del figlio Daniele è in dolce attesa».  

Ci sono feriti?
Sono rimasti feriti tre operai romani, vittime di una caduta di 6-7 metri. Uno ha avuto il polso fratturato, un altro un trauma cranico e contusioni varie, il terzo ne è uscito quasi indenne. Sono dipendenti della Delabech. I tre saranno i teste chiave dell’inchiesta affidata al pubblico ministero Irene Bilotta. il ministro Delrio ha annunciato l’invio di ispettori.  

I precedenti sono davvero così numerosi?
I precedenti sono troppi. A parte il cavalcavia di Annone, di cui abbiamo parlato poco fa, c’è la storia del viadotto Petrulla, sulla statale 626 tra Ravanusa e Licata, in provincia di Agrigento. Crollò il 7 luglio 2014, ferendo quattro persone tra cui una signora che aspettava un bambino. Sempre in Sicilia, qualche mese dopo, il giorno di Natale del 2014, cedette il viadotto Scorciavacche sulla statale Palermo-Agrigento. Era stato inaugurato due giorni prima.