La Stampa, 9 marzo 2017
Juve, Buffon è mister Serie A. Nessuno più in campo di lui
Ha scelto il destino, ma il copione è hollywoodiano e non poteva trovare notte più suggestiva per celebrare il nuovo «Mister Serie A». Gigi Buffon domani sera nel suo inviolato Stadium, in quel Juve-Milan che è il Classico del calcio italiano e contro l’erede designato Donnarumma, diventerà il giocatore in attività con più presenze nel massimo campionato. Domenica ha agganciato Francesco Totti, l’amico e rivale di una vita, nella speciale classifica di tutti i tempi a quota 612 partite (168 con il Parma e 444 con la Juve), ma ora il portiere e capitano della Nazionale si prepara al sorpasso storico. Può salire sul podio della leggenda con un semplice passo, ma nel mirino ha già Javier Zanetti (615 presenze) e la prossima stagione può diventare il numero uno assoluto scalzando un altro totem come Paolo Maldini (647).
La sua terza giovinezza
Le bandiere di Inter e Milan si sono fermate all’alba dei loro 41 anni, mentre questo Superman – novello 39enne – vuole aprire nuove frontiere dopo aver già segnato un’epoca. Buffon sta vivendo la sua terza giovinezza: dopo essere ripartito da campione del mondo in Serie B nel 2006 e aver pensato al ritiro per malanni e incomprensioni tecniche sei anni fa, il portiere bianconero ha nel mirino il sesto scudetto di fila (8 complessivi, al netto di Calciopoli: può eguagliare i recordman Ferrari, Rosetta e Furino) ed è vicino alle mille partite da professionista tra club e Nazionale. Per questo può guardare al futuro con la massima serenità, provando a conquistare quella Champions che è l’unico trofeo che ancora gli manca. «Ci si prova come sempre – sorride Buffon -, ogni tanto ti va bene e ogni tanto no. Triplete è una parola impegnativa da pronunciare: bisogna realmente pensare in grande perché siamo la Juve, ma dobbiamo essere umili».
Testimone Donnarumma
Una parata per volta ha infilato 612 partite in A, prendendosi anche il record di imbattibilità un anno fa (974 minuti senza gol): numeri che possono intimorire il neo maggiorenne Gigio Donnarumma. Il fenomeno milanista è distaccato di 21 anni e 555 partite di campionato: domani gli farà da testimone, prima di prenderlo in un’ideale staffetta. Nell’Italia e magari anche nella stessa Juve. «Lui è il futuro – lo promuove Buffon – e può diventare il mio erede: è un ragazzo speciale, con doti incredibili, che sta dimostrando di essere un qualcosa di diverso dagli altri, di essere un’eccezione».
Voglia di rivincita
Domani sera si sfideranno e lo juventino vorrà prendersi la rivincita dopo le due sconfitte su due tra campionato e Supercoppa. I bianconeri si sono rifatti eliminando i rossoneri in Coppa Italia (in porta c’era Neto), ma adesso vogliono completare l’opera con la 31ª vittoria casalinga consecutiva in A per sigillare il titolo dopo il passo falso di Udine. Juve-Milan è sempre una questione tricolore, visto che ne hanno vinti 17 in questi 25 anni (compresi gli ultimi 6). «Il Milan sta lavorando molto bene – aggiunge Buffon – e presto tornerà una sfida scudetto». Basta non evocarne i veleni, dal gol di Muntari in giù, anche perché il capitano bianconero è ancora arrabbiato per le recenti proteste di Inter e Napoli: «Non stimo chi crea casi su cose inesistenti». Una notte di gala non si rovina così.