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 2017  marzo 09 Giovedì calendario

Bracconieri a caccia negli zoo ucciso un rinoceronte a Parigi

Vince era un rinoceronte bianco di appena 4 anni: viveva nello zoo di Thoiry, a una cinquantina di chilometri a Ovest di Parigi, e secondo il direttore Thierry Duguet era «dinamico» e «in piena forma». Vince non c’è più: è stato freddato con tre colpi d’arma da fuoco alla testa. Il suo corno principale è stato segato e rubato perché diventi polvere da usare nella medicina tradizionale in Cina e in Vietnam, dove si crede che abbia effetti afrodisiaci e antitumorali. Effetti mai dimostrati scientificamente.
Il rinoceronte è stato ucciso nella notte fra lunedì e martedì. E la Francia è sotto choc per un fatto insolito, almeno in Europa. «Sono atti di bracconaggio che si vedevano solo in Africa, dove questi animali vivono allo stato brado – sottolinea Duguet – ma ora hanno iniziato anche in uno zoo come il nostro, destinato a essere un santuario per proteggere questi esemplari».
Vince era nato alla fine del 2012, al Burger’ Zoo di Arhnem, nei Paesi Bassi, ed era arrivato a Thoiry nel marzo 2015. Pesava ormai due tonnellate. Dagli inizi era stata un’inserviente a occuparsene, Elodie, la stessa che l’ha ritrovato cadavere martedì mattina. Per lei, un colpo al cuore.
Il blitz nella notte
I ladri si sono introdotti nel vasto parco zoologico di notte. Sono andati dritti fino al ricovero che ospita i tre rinoceronti: con Vince, c’erano anche Gracie, 37 anni, e Bruno, 5. «Dopo avere ucciso l’animale sparando da sopra una staccionata di legno – ha spiegato Melisandre Durier, ispettrice della gendarmeria che si sta occupando del caso – gli hanno segato il corno all’altezza di 20 centimetri, probabilmente con una motosega. Hanno iniziato a segare anche il secondo corno, ma l’hanno lasciato lì, disturbati da qualcosa o in difficoltà con il materiale utilizzato». Gracie e Bruno sono stati risparmiati probabilmente perché i ladri sono dovuti fuggire all’improvviso.
La vendita di quei venti centimetri di corno dovrebbe fruttare loro, sul mercato nero, tra i 30 mila e i 40 mila euro. È il motivo per cui negli ultimi anni i rinoceronti vengono decimati (in Africa di quelli bianchi ne restano appena 20 mila): un chilo delle loro corna vale fino a 60 mila euro, molto di più dell’oro (38 mila) e del platino (43 mila). Dopo la fine di Vince, tanti zoo francesi si stanno attrezzando per difendere i loro rinoceronti. In quello di Thoiry cinque custodi vivono sul posto ed esiste un sistema di videosorveglianza. Che, però, non riguardava il ricovero dei rinoceronti. Nel 2011 dal museo di Storia naturale di Rouen era stato trafugato un corno di rinoceronte nero esposto e qualche mese più tardi una testa intera dello stesso animale era scomparsa in un museo a Blois. Furti del genere erano avvenuti anche in occasione di aste o presso collezionisti privati. Ma dal 2013 non si segnalavano più altri casi, dopo che Interpol aveva catturato una banda irlandese attiva nel campo.
Multe e carcere
D’altra parte, in Francia un decreto del 16 agosto del 2016 ha ridotto drasticamente le possibilità di commercio di attributi di rinoceronti ed elefanti. Lo ha ricordato Ségolène Royal, ministro dell’Ecologia, all’indomani di quel provvedimento, esortando con un tweet altri Paesi europei ad allinearsi alla sua legislazione. Il decreto, però, consente ancora il commercio di corna antiche lavorate (anteriori al 1947 e, entro certe condizioni, fino al 1975). Ebbene, i bracconieri hanno già iniziato a intervenire su quelle più recenti per camuffarle da vecchie opere d’arte nonostante un’altra legge (sulla protezione della biodiversità, dell’agosto 2016) stabilisca che i criminali che trafficano in specie proibite rischiano fino a sette anni di carcere e 750 mila euro di multa.