la Repubblica, 9 marzo 2017
La terza vita di Pomigliano: ben venga l’Alfa
POMIGLIANO D’ARCO Antonio, 41 anni, operaio verniciatore allo stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco, a sentir parlare di Alfa sorride: «Può essere una grande occasione. La Panda è stata importante, ma adesso ben vengano nuovi modelli e il ritorno al vecchio marchio. Quello degli anni ‘70, dell’Alfa Sud». Padre di due figli studenti universitari, Antonio guadagna circa 1.600 euro al mese, e accoglie con ottimismo le parole di Sergio Marchionne, l’ad di Fiat Chrysler Automobiles che ha annunciato lo spostamento in Polonia della produzione della Panda perché «lo stabilimento di Pomigliano d’Arco è capace di fare vetture molto più complesse». Si tratta di quello stesso stabilimento della Fiat per anni etichettato come fabbrica di scarsa produttività e “covo” di assenteisti che, dopo aver vissuto nel 2010 lo spettro della chiusura, è diventato un modello da seguire per tutto il gruppo. Da “laboratorio” della rivoluzione Marchionne a fabbrica “premium”, come “premium” saranno le prossime auto da mettere in produzione a partire dal 2020. Cosa si produrrà interessa poco a Eduardo De Angelis, alla catena di montaggio dal 1989: «Se serve facciamo anche biciclette, l’importante è il lavoro. E posso dire che la Fiat non ha mai cacciato un operaio che lavora. Certo, tornare a produrre Alfa di qualità o magari Maserati, è una cosa che ci inorgoglisce». Resta scettica la Fiom che ieri non ha siglato la proroga di cassa integrazione: «Il primo obiettivo dovrebbe essere garantire la piena occupazione», dice Francesco Percuoco, segretario provinciale. Non vedono un avvenire roseo neanche i militanti Cobas che organizzano l’ennesimo volantinaggio. Malumori che non coinvolgono Gerardo Giannone, 43 anni, impiegato nella logistica. Lavora 12 giorni al mese e 11 ne fa di cassa integrazione, ma guarda con fiducia al futuro, tanto che ha fissato per il 23 giugno il suo matrimonio: «La Panda ha venduto tanto, ma con la produzione di piccoli Suv Alfa si aprono mercati mondiali, penso a quello cinese. Il problema vero è di arrivare al 2020 con gli ammortizzatori sociali rinnovati, visto che molti scadranno nel 2018». Per sapere quali modelli saranno sfornati a Pomigliano bisognerà attendere giugno «fino ad allora saranno prorogati i contratti di solidarietà», annuncia Crescenzo Auriemma, segretario regionale Uilm.
Si guarda agli anni a venire, ma tenendo gli occhi ben piantati sul presente. «Si può ritornare all’Alfa ma anche a macchine più complicate come Maserati e Jeep. L’importante è che il mercato della Panda regga due-tre anni», sottolinea Aniello Guarino, rsa Fim.
Perché il 2020 è segnato come l’anno della nuova svolta per la fabbrica del Sud Italia diventata modello da imitare.