Il Sole 24 Ore, 9 marzo 2017
Volkswagen chiude la porta all’ipotesi di fusione con Fca
Volkswagen chiude la porta all’ipotesi di fusione con FcaGINEVRA
La Volkswagen chiude la porta, almeno per ora, a Fiat Chrysler: il numero uno del gruppo tedesco, Matthias Mueller, ha detto al Salone dell’Auto di Ginevra che Vw non è aperta a discussioni per una possibile fusione con l’azienda italo-americana. “Non siamo pronti a parlare su niente” ha detto Mueller all’agenzia Reuters; “non vedo Marchionne da mesi, e abbiamo altri problemi”. Un portavoce di Volkswagen ha detto che “la strategia del gruppo è stata decisa da parecchi anni” e che “con i suoi numerosi marchi l’azienda ha un portafoglio straordinario, unico a livello mondiale”. Queste dichiarazioni, come si vede, non escludono possibili contatti in un lontano futuro; ma se dovesse arrivare quel “momento giusto” di cui ha parlato ieri Marchionne, probabilmente arriverebbe quando lo stesso Marchionne avrà già lasciato il volante del gruppo.
Il numero uno di Fca aveva detto martedì che Vw potrebbe essere un partner interessante e che “al momento giusto Vw busserà alla porta di Fca”. In quella stessa occasione il manager aveva comunque ribadito che il partner ideale di Fca resta General Motors, nonostante la cessione di Opel a Peugeot l’abbia resa un po’ meno appetibile.
Proprio l’operazione annunciata lunedì mattina con cui Peugeot ha acquistato Opel dalla General Motors, dando vita al nuovo numero uno europeo, ha rilanciato le ipotesi su quale potrebbe essere la prossima fusione o cessione, in un processo di consolidamento che quasi tutti danno per scontato.
«L’avevo detto già dieci anni fa» ha detto per esempio Carlos Ghosn, numero uno di Renault ed ex boss di Carlos Tavares, aggiungendo che «la necessità di unire le forze viene dagli investimenti necessari per tener dietro al progresso tecnologico». Sulla stessa linea è Helmut Kruger, della Bmw, secondo il quale le nozze Peugeot-Opel non avranno un grande impatto sui costruttori di gamma alta.
Nella conferenza stampa di martedì, Marchionne ha toccato anche un tema relativo all’ultimo accordo rimasto in piedi con Peugeot nei veicoli commerciali: quello sulla fabbrica Sevel di Atessa. La joint venture è in piedi da quasi 40 anni e sforna veicoli commerciali (per la Fiat, il Ducato). Il manager ha ricordato che Fca dispone di un’opzione per acquistare il 50% di Peugeot, opzione che scade a settembre di quest’anno.
Tornando al ballon d’essai lanciato da Marchionne sulle fusioni, a Ginevra anche il colosso di Detroit – per bocca del suo numero due Dan Ammann – ha detto di non essere interessato. Vw resta comunque al secondo posto in cima alla lista dei desideri del manager Fca, ma c’è da chiedersi quanto il suo riproporre il tema di possibili avvicinamenti con questo o quel costruttore possa essere produttivo o quanto invece non dia l’impressione di un’azienda alla ricerca di un partner solido cui appoggiarsi. Lo stesso Marchionne ha sottolineato a Ginevra quanto l’obiettivo più importante per il 2018 sia quello dell’azzeramento del debito netto di Fca (portando la posizione finanziaria netta in attivo).
Fattibilità a parte, le due operazioni evocate da Marchionne avrebbero caratteristiche completamente diverse: quella con Gm permetterebbe colossali sinergie in Nord e Sudamerica, dove entrambi i gruppi sono forti; un ingresso nel gruppo Volkswagen porterebbe il nuovo gruppo al 30% di quota di mercato in Europa, e creerebbe problemi di sovrapposizione di impianti ancora superiori a quelli delle nozze Peugeot-Opel. L’acquisto di una posizione di forza sul mercato Usa potrebbe inoltre essere una delle attrattive principali per Vw in un’operazione del genere. Ma proprio perché Fiat Chrysler, al di là delle sedi sociali e fiscali, è ormai un gruppo prevalentemente americano, un’eventuale cessione a Volkswagen non potrà avvenire finché Donald Trump siederà alla Casa Bianca.