ItaliaOggi, 8 marzo 2017
Un’impronta anche per il caffè
Un’esperienza di shopping rapida grazie al pagamento tramite impronte digitali anche per le tasse o un caffè (ma dovremo convivere con sistemi meno protetti da attacchi esterni). Più navigazione «indoor» per orientarsi (dai posti a sedere al cinema, ai punti ristoro in un centro commerciale), mentre nelle strade aumenterà la sicurezza grazie ai sistemi di frenata assistita delle auto.
Infine, nel 2017 ci sarà il canto del cigno dei tablet (per la prima volta caleranno del 10%) quando è boom del vinile, un mercato in espansione che quest’anno genererà ricavi per un miliardo di dollari (900 milioni di euro)
Non fosse per i vecchi 33 giri che conquistano nostalgici digitali, la fotografia di Deloitte sui trend a breve e medio termine (2017-2023)dei settori «Technology, media e telecommunications» (Tmt), è un’istantanea a base di digitale e macchine intelligenti che stanno conquistando in maniera omogenea la vita e gli affari. Basti pensare che per la prima volta in 16 edizioni le «Predictions Tmt» del colosso della consulenza, analizzano contemporaneamente gli effetti sui tre comparti hi-tech, media e tlc, e non distintamente proprio «per gli effetti a catena che le innovazioni stanno generando in tutte le aree dell’industria, non più confinati al mondo delle comunicazioni», spiegano introducendo lo studio Paul Sallomi, global Tmt Leader di Deloitte e Paul Lee, head of global Tmt Reserach.
Secondo il report, quest’anno il numero di dispositivi mobile dotati di rilevatori biometrici (come i lettori di impronte digitali) supererà per la prima volta il miliardo di unità, ed entro la fine 2017 non riguarderà solo i modelli premium, ma anche le linee di telefoni meno costose.
Se poi fino a oggi la lettura di questi dati serviva soprattutto allo sblocco di smartphone o tablet (riguarderà tre miliardi di operazioni entro fine anno, dice lo studio), la lettura delle impronte crescerà a scapito delle password per velocizzare operazioni più complesse, come transazioni in store o online e fino al pagamento delle tasse, avendo prima condiviso con le relative app i propri dati bancari. «I lettori verranno presto adottati anche da banche, aziende e scuole», spiega Alberto Donato, partner Deloitte e responsabile italiano technology, media & telecommunication (Tmt).
Una necessità legata anche alle attività online dei singoli: il rapporto stima infatti che, da qui a tre anni, un utente medio, potrebbe avere a testa 200 account online, troppi da gestire con password diverse.
Ma tutto questo avrà un prezzo in termini di sicurezza informatica: nel 2017, dice il rapporto, ammonteranno a oltre 10 milioni gli attacchi informatici ad aziende e istituzioni pubbliche. E ci si aspetta una mano dagli stessi produttori di device: saranno spinti a vendere prodotti e software certificati e intestati direttamente ai clienti (senza bisogno di registrazione).
Lo smartphone è destinato poi a diventare un compagno di vita sempre più intelligente: oltre 300 milioni di esemplari sul mercato nel 2017 avranno in dotazione un’intelligenza «neuronale» capace cioè di spingersi a ragionare come un essere umano. Da qui le stime sul boom della navigazione indoor: sarà il nostro telefono ad avvisarci all’interno di un cinema sul posto assegnato nel nostro biglietto o a indicare il punto di ristoro di prossimità mentre facciamo la spesa in un centro commerciale.
Mentre le funzioni come la traduzione simultanea diventeranno normale portfolio dell’offerta anche in assenza di rete wi-fi, se si vola in aereo o si viaggia in metropolitana.
Insieme al lancio simultaneo del 5G, una rivoluzione in atto per una navigazione alla massima velocità per le aziende significherà maggiori app scaricate e di conseguenza più transazioni. «Dotare i consumatori di una tecnologia per orientarsi negli spazi chiusi, come centri commerciali, grattacieli o teatri, rappresenta un’opportunità di business dal potenziale enorme», sottolinea Donato.
Se molto è destinato a cambiare nella vita indoor, dove Deloitte prevede si passi il 90% del proprio tempo, molto cambierà anche sulle strade. Il numero di incidenti automobilistici solo oltreoceano è destinato quest’anno a calare del 16% grazie agli Automatic emergency breaking (Aeb), anticamera delle auto a conduzione automatizzata.
Si tratta di sistemi che scansionano lo spazio davanti al veicolo per individuare la presenza di un ostacolo; se la reazione del conducente non è immediata o se il rischio di collisione è ormai imminente, l’Aeb agisce direttamente sui freni riducendo anche di mille volte il tempo di frenata, ovvero una delle principali cause di incidenti mortali. Nel 2022, poi, il solo mercato dei freni intelligenti, dotati di radar e telecemere sempre più accessibili per costo e applicati su tutti i tipi di auto, varrà 6 miliardi di dollari negli Stati Uniti.
Il tablet in picchiata ed è boom del vinile. Il tablet sembra aver raggiunto e superato il picco di popolarità: nel 2017 il numero di unità vendute registrerà un calo del 10% rispetto al 2016. Deloitte prevede che, nel mondo, le unità vendute quest’anno saranno pari a 165 milioni di pezzi rispetto ai 182 milioni acquistati nel 2016.
Le ragioni della disaffezione dei consumatori sono da ricercare nel fatto che non esiste un suo utilizzo peculiare che lo renda indispensabile.
Nell’era della Singularity, il 2017, segna per la prima volta in questo millennio, che oltre 1 miliardo di dollari di ricavi saranno invece generati grazie alla vendita di un passatempo alquanto Old economy: i dischi in vinile (90%), con annessi giradischi e accessori.
Per questo segmento si tratta del settimo anno consecutivo di crescita a doppia cifra sia in termini di numero di dischi venduti (40 milioni) che per giro d’affari. Il vinile rappresenterà, inoltre, il 7% dei ricavi dell’intera industria musicale globale.
Una curiosità: le motivazioni che spingono i consumatori ad acquistare un 33 giri vecchio stampo hanno poco a che fare con l’ascolto della musica: conta il lato estetico, al pari dei libri cartacei, le immagini di copertina e la fattura dell’imballaggio.