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 2017  marzo 08 Mercoledì calendario

Per BlackRock l’Italia vale la metà della Spagna

Un paio di giorni fa BlackRock ha pubblicato sulla Sec lo spettro aggiornato della composizione del suo International Index Fund, iniziativa che investe al di fuori dei confini americani tenendo ben presente il peso che ogni realtà ha sullo scacchiere mondiale. Quello che emerge è di fatto una fotografia piuttosto chiara di come il colosso si muove sulla scena globale, ma in particolare su Europa e Asia. E in questo senso è lampante il peso “limitato” che viene riconosciuto all’Italia. Vanno precisati, in merito, un paio di dettagli non marginali: il primo è che evidentemente questa è una fotografia parziale della strategia generale di BlackRock; in secondo luogo, come detto, proprio per la natura stessa del fondo, questo in gran parte replica la rilevanza che ogni singola Borsa ha sul panorama internazionale. Naturale, quindi, che l’Italia valga meno del Giappone o della Gran Bretagna. Tuttavia, fatti due conti, non si può non notare una certa sottovalutazione del listino milanese. Lo dicono i numeri stessi. Il fondo ha complessivamente asset per poco meno di 5 miliardi di dollari e di questi sono stati investiti in Italia circa 90 milioni di dollari. Si tratta dell’1,8% complessivo suddiviso tra azioni Generali, Atlantia, Enel, Eni, Intesa Sanpaolo, Leonardo, Telecom, UnipolSai e qualche altro. Circa la metà di quanto è stato impiegato in Spagna che vale il 3% del portafoglio complessivo per un investimento totale prossimo ai 150 milioni. Eppure la Borsa di Milano non è dimensionalmente così inferiore a quella di Madrid. La prima ha una capitalizzazione complessiva di circa 650 miliardi di euro mentre la seconda viaggia attorno agli 800 miliardi di euro. Il tema emerge ancora più chiaramente se si fa il paragone tra il peso della Gran Bretagna e quello dell’Italia. L’investimento complessivo sulla Borsa di Londra è il secondo in assoluto, alle spalle del Giappone che vale il 23,3% del portafoglio. In particolare, BlackRock International Index Fund ha “scommesso” sulla Borsa di Londra oltre 760 milioni di dollari: il 15,5% degli asset del fondo. Quasi nove volte quanto impiegato in Italia, eppure il listino milanese è circa un quinto di quello inglese. Di fatto all’Italia viene riconosciuto lo stesso valore della Danimarca ma è ben distante da Francia, Germania e Svizzera, con la prima che raccoglie il 9,8% degli investimenti e la altre due l’8,8% a testa.