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 2017  marzo 08 Mercoledì calendario

Feste per Toscanini dall’Italia agli Usa

Milano «Il segreto della perfezione della Scala è questo: ha un capo, Toscanini. Egli ha insistito perché ogni dettaglio fosse perfetto: le opere sono provate sino a che le esecuzioni sono impeccabili. Egli sorveglia non soltanto il palcoscenico, ma anche l’uditorio: la sala è immersa nell’oscurità… e i ritardatari non sono fatti entrare». Così, nel 1924, Edward J.Dent, musicologo di Cambridge, sintetizzava la riforma toscaniniana: basta proscenio, frizzi e lazzi, schiamazzi e soprani che bissano motivetti alla moda. Da allora la fruizione dell’opera diventava una religione laica, il direttore un vate, l’orchestra calata nel golfo mistico, il silenzio la condizione d’ascolto.
A 150 anni dalla nascita di Toscanini, Milano e gli Stati Uniti, le due «case» del maestro parmense, si dividono alcune celebrazioni. Il 14 marzo al Museo teatrale (ore 18) si presenta la nuova edizione delle (anche terribili) lettere di Toscanini curata da Harvey Sachs (il Saggiatore); da settimane gli Amici della Scala propongono foto on-line; un bel libro, Toscanini. La vita e il mito di un maestro immortale (edito da Rizzoli, sostenuto da Salini Impregilo) a cura di Marco Capra, con prefazione del direttore Antonio Pappano, sarà nelle librerie di tutto il mondo dal 16 marzo, giorno in cui sarà presentato alla Scala. Per ricordare il legame tra Toscanini e il teatro milanese la sera del 21 sarà inaugurata la mostra Arturo Toscanini La vita e il mito di un maestro immortale (Museo teatrale, fino al 4 giugno) a cura di Franco Pulcini e Sachs. Divisa in quattro sezioni (Musica, Scala, Fama, Vita) l’esposizione è basata su contributi sonori, foto, locandine... Sempre alla Scala, la sera del 25 Riccardo Chailly dedicherà un concerto al predecessore «che contribuì in modo decisivo alla crescita artistica fondata sul meticoloso rispetto del testo e sul bilanciamento tra tradizione italiana, repertorio tedesco e novità internazionali», si legge nella presentazione (tenore Fabio Sartori, in programma: Beethoven Sinfonia n.7 op. 92 e Verdi, Stabat Mater, Te Deum, Inno delle nazioni ). Da Milano le celebrazioni si sposteranno poi negli Stati Uniti, Paese che accolse Toscanini dopo la fuga dal fascismo e lo consacrò: il 27 presentazione del libro di Capra alla Library of Congress di Washington con concerto dei Cameristi della Scala (le arie di Verdi eseguite sono raccolte in un cd); si ripete il 28 alla Union Station e mercoledì 29 il volume sarà presentato nello storico Rizzoli Bookstore a Broadway (con il sostegno di Lane Construction).
Come si scrive nella presentazione del concerto, Toscanini, oltre al silenzio, sdoganò definitivamente alla Scala anche Wagner: iniziò il 26 dicembre 1889 con i Die Meistersinger Von Nürnberg, titolo che dal 16 marzo tornerà diretto da Daniele Gatti (regia Harry Kupfer). Il 25 aprile del 1926 Toscanini diresse l’incompiuta di Puccini, Turandot, e la interruppe alla morte di Liù. Mussolini non andò perché il maestro si disse indisponibile a dirigere Giovinezza.
Andò in America e il libro di Capra lo presenta con belle immagini di quegli anni: nel ’38 viene immortalato come sospeso sul molo del Mar Morto durante un viaggio in Palestina e dal ’26 al ’36 mentre dirige alcuni dei 429 concerti con la New York Philarmonic Orchestra. Tornò a Milano per riaprire la Scala l’11 maggio del ‘46. Il 16 gennaio di sessant’anni fa Toscanini moriva nella sua villa di Riverdale.