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 2017  marzo 08 Mercoledì calendario

Indonesia, inchiesta tocca Thohir. «Se ho sbagliato vado in carcere»

«Se ho sbagliato sono pronto ad andare in carcere». Una frase già anomala per le italiche abitudini diventa esplosiva se a pronunciarla è Erick Thohir, che tra le tante cose che fa è anche il presidente dell’Inter. La carica a causa della quale il tycoon è stato ascoltato dalla polizia indonesiana è però quella di numero uno del Comitato Olimpico locale, con mandato sino al 2019. Tre membri del Koi sono infatti indagati per corruzione, avendo intascato l’equivalente di 300 mila euro nell’ambito di un progetto legato ai Giochi asiatici, che si svolgeranno l’anno prossimo appunto in Indonesia, con 42 sport e 493 eventi. Gli indagati sono Dody Iswandi (segretario generale), Anjas Rival (tesoriere Koi) e il fornitore di servizi Ikhwan Agus. I primi due sono già in carcere. I fatti risalgono alla fine del novembre scorso, ma la bomba mediatica è deflagrata ieri perché – incalzato da un cronista che a margine di una riunione sui Giochi 2018 gli chiedeva cosa avrebbe fatto se fosse risultato coinvolto – Thohir ha risposto: «Abbiamo profondo rispetto della legge. Se dovesse essere accertata qualche mia responsabilità, sono pronto a pagare com’è giusto che sia. Non bisogna strumentalizzare l’indagine a fini politici, ma se ho sbagliato sono pronto ad andare in carcere».
comunicato In serata l’Inter ha voluto fare chiarezza con il seguente comunicato: «In relazione alle notizie divulgate dai mezzi di informazione in queste ore, la Società informa che nei confronti del Presidente Erick Thohir non è in corso alcuna indagine. Erick Thohir è pronto a prestare la massima collaborazione all’anti-corruzione indonesiana in qualità di Presidente del Comitato Olimpico Indonesiano». La vicenda non avrebbe quindi alcuna ripercussione anche sulle vicende nerazzurre. Thohir resta presidente e socio di minoranza col 31%. Almeno sino alla prossima estate.
erick e il koi Thohir insomma non avrebbe commesso illeciti e – in qualità di presidente – potrebbe al limite dover rispondere della mancata vigilanza sull’operato dei due membri del comitato. Gli arrestati avrebbero approfittato di uno dei tanti viaggi di lavoro del tycoon per falsificare il budget di Carnaval Road, un progetto legato ai Giochi nella città di Surabaya. Thohir si è messo subito a disposizione degli inquirenti, dai quali è stato ascoltato già in dicembre. Il finale d’anno è stato un periodo non facile per il numero uno interista, che il 31 ottobre scorso aveva perso il padre Teddy, fondatore del colosso Astra International. Esattamente un anno prima invece era stato eletto a capo del Koi. Una candidatura che pare arrivata su invito del presidente indonesiano Joko Widodo. Tanto che, malgrado si sia iscritto all’ultimo istante, Thohir aveva vinto con 59 voti a 46 sul segretario Generale del Comitato Sportivo Indonesiano, Hamidy.
a più facce Thohir – che salvo cambiamenti di programma tornerà a Milano per il derby del 15 aprile – del resto ha interessi e cariche in svariati campi. Rimasto presidente dell’Inter malgrado la cessione della maggioranza a Suning, è azionista anche del DC United e uomo forte della Federbasket indonesiana (gestisce due squadre) e della federazione pallacanestro del Sudest asiatico. Ha avuto quote dei 76ers (Nba), mentre il business extra sportivo è legato al Mahaka Group, che si occupa di comunicazione (possiede un quotidiano, una tv e una radio) ed entertainment. E di recente ha sviluppato in questi ambiti una sinergia con la stessa Suning.