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 2017  marzo 07 Martedì calendario

Altro che voto elettronico, meglio la matita

Sarà tutto come una volta: voto a penna, conteggio manuale. Costi quel che costi, magari tempi più lunghi e attese da parte dei media e dei cittadini. Conta più di tutto che le elezioni possano mantenersi il più possibile al riparo da interferenze, alterazioni intenzionali o errori sia pur involontari. Per questo i Paesi Bassi hanno deciso di eliminare ogni forma di voto elettronico (o e-voting) nelle consultazioni politiche nazionali che si terranno mercoledì 15 marzo.
La procedura del voto elettronico vero e proprio era stata in realtà già archiviata nel 2007, almeno su scala nazionale, ma restava operativa quella del conteggio non manuale. Il ritorno alla tradizione non è certo il frutto di una scelta romantica. A l’Aja aleggia il sospetto di una possibile intrusione di hacker o spie russe – già accusate da parte delle agenzie di intelligence di ingerenze nelle elezioni americane dello scorso novembre – come anche di possibili manipolazioni delle prossime scadenze elettorali in Francia (ad aprile-maggio) e in Germania (a settembre). L’unica sicurezza sembra quindi poter contare una per una le schede di carta che quasi tredici milioni di elettori depositeranno tra pochi giorni nei circa 9.000 seggi del Paese.
“Un resoconto recente riguardo alla vulnerabilità dei nostri sistemi (informatici, ndr) solleva la domanda se il risultato possa essere manipolato”, ha scritto in una lettera al Parlamento olandese il ministro degli Interni Ronald Plasterk, aggiungendo che, al contrario, sull’esito delle consultazioni “non dovrà rimanere nessuna ombra”. Circa meno un mese fa, il capo dei servizi segreti olandesi Rob Bertholee aveva reso noto come il governo dell’Aja avesse subito numerosi cyberattacchi da parte di Mosca. Che a intrufolarsi nel conteggio elettronico dei voti sembrerebbero non dover fare troppa fatica.
Un hacker olandese apertamente schierato contro i possibili attacchi russi, ha rivelato al quotidiano di Amsterdam, NRC, che i maggiori partiti, sia di governo che di opposizione, non aggiornano i sistemi di sicurezza dei loro computer da più di un anno. Il sito Politico.eu ricostruisce poi come alcune importanti società di consulenza informatica hanno provato a sensibilizzare parlamentari e governo sull’urgenza sicurezza, riscontrando però scarso interesse. Meglio tagliare la testa al toro, dunque, eliminando completamente l’e-voting. I sistemi di voto elettronico sono presenti in molti Paesi, dagli Stati Uniti alla Francia, dal Brasile alla Svizzera e al Regno Unito. Ma in molti casi hanno già suscitato perplessità. Proprio nei Paesi Bassi già nel 2006 veniva pubblicato uno studio scientifico, condotto dall’hacker Rob Gognrijp, che mostrava quanto fosse facile modificare i risultati elettorali introducendo un nuovo software nella cabina elettronica.