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 2017  marzo 07 Martedì calendario

«I palazzinari non comanderanno più». Intervista a Luca Montuori

Parlate tutti dello stadio dello Roma e lo capisco, ma in città di problemi ne abbiamo davvero tanti. E nessuno ha la bacchetta magica per risolverli”. Il neo assessore all’Urbanistica e ai Lavori pubblici del Campidoglio, Luca Montuori, vuole allargare il campo dei temi. Ma quella per l’impianto di Tor di Valle rimane ovviamente la partita principale anche per lui: romano, 52 anni, professore associato di Progettazione architettonica presso l’Università Roma Tre. Nonché ex capo segreteria del vicesindaco Luca Bergamo, e come lui ex collaboratore della giunta Veltroni.
I veltroniani a Roma sono di nuovo al potere…
Non rinnego la mia storia, l’ho detto anche in conferenza stampa.
Al Messaggero ha definito quella di Veltroni “una stagione meravigliosa”.
Non ho usato queste parole. Al tempo lavoravo per una piccola unità del dipartimento dell’Urbanistica, ci occupavamo dei bandi e per me fu un’esperienza importante: imparai a trattare con i privati e a lavorare con loro per l’interesse comune. La città è di tutti.
Lei ora vota per i 5Stelle?
Il voto è segreto.
Risposta da politico.
La segretezza del voto è la base della democrazia.
Di certo l’hanno chiamata anche per il suo lavoro con Bergamo. Gli esterni avevano tutti paura di prendersi una poltrona così pesante.
(Sorride, ndr) Non creda che io non abbia avuto paura prima di accettare.
Ma alla fine ha detto sì.
In questi giorni ho letto sui quotidiani molti nomi, anche di amici, che mi hanno giurato di non essere mai stati interpellati.
Lei quando è stato chiamato?
Circa tre settimane fa, da Virginia Raggi.
Raccontano che il suo staff sarà colmo di esterni. Verrà commissariato?
Ma no. In Comune ci sono tutte le risorse da cui attingere per la mia squadra.
Prima ha detto di aver imparato a trattare con i privati. È pronto a vedersela con i “palazzinari”, i costruttori?
La mia linea sarà chiara: convocarli al tavolo e spiegare loro quello che vogliamo fare, dove c’è spazio e dove no.
Capiranno?
Finora i costruttori a Roma sono stati di governo e di attuazione. Ora dovranno essere di attuazione.
Gli interessi sono fortissimi.
Anni fa girai per Roma con alcuni costruttori francesi, a cui spiegai i margini di profitto dei loro colleghi romani. E loro mi risposero: ‘Dove si firma?’.
Lo stadio della Roma che margine assicura? Il suo precedessore Paolo Berdini era nettamente contrario. E pure tanta base del M5S.
Non posso entrare nel dettaglio, sono appena arrivato. Ma è stato raggiunto un ottimo accordo.
Taglierete le opere pubbliche, accusano. E alcune le posticiperete.
No, vogliamo mantenerle. Ma l’accordo è un punto di partenza, bisogna definire tutto in presenza del progetto finale della Roma, che ancora non c’è. Però ci sono già cose importanti, come la messa in sicurezza del Fosso di Vallerano.
La viabilità sarà un disastro.
Ragioneremo in funzione di quel pezzo di città.
A Roma bisogna costruire o sistemare?
Bisogna riqualificare. E ragionare in termini di piccole città, cercando la qualità diffusa.