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 2017  marzo 07 Martedì calendario

Le periferie si rifanno il look

Le periferie italiane si rifanno il look grazie a progetti di riqualificazione urbana e sicurezza destinati a cambiare il volto delle aree metropolitane più disagiate. Si partirà con 24 progetti che saranno finanziati immediatamente con la prima tranche di 500 milioni stanziati dal governo e poi se ne aggiungeranno ulteriori 96 che accederanno alle risorse messe in campo dalla legge di bilancio 2017.
In totale l’impegno finanziario del governo ammonta a 2,1 miliardi di euro, che saranno integrati con ulteriori fondi pubblici e privati fino ad arrivare a movimentare risorse per 3,9 miliardi.
Le convenzioni per l’avvio dei primi 24 progetti sono state firmate ieri dal presidente del consiglio Paolo Gentiloni, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro e i sindaci interessati. Da Virgina Raggi (Roma) a Luigi De Magistris (Napoli), da Dario Nardella (Firenze) a Chiara Appendino (Torino).
I primi 24 progetti (si veda tabella in pagina) attiveranno risorse pari a 1,2 miliardi e interesseranno 12 milioni di italiani residenti in 131 comuni. Ma soprattutto, occuperanno 12.000 addetti per 38 mesi (a tanto ammontano i tempi medi di realizzazione degli interventi). Gli interventi spazieranno dalla tutela del verde urbano all’edilizia scolastica, dalle piste ciclabili, alla rigenerazione delle aree dismesse, dalla viabilità all’housing sociale, dagli impianti sportivi alla cultura. Le risorse arriveranno per il 43,6% dai fondi messi in campo dal governo, per il 28,8% da fondi privati e per il restante 27,6% dal cofinanziamento da parte dei comuni.
«Le disponibilità economiche per completare questo percorso ci sono», ha assicurato il premier Gentiloni. «Abbiamo varato venerdì scorso al Cipe ulteriori 800 milioni della tranche di 1,6 miliardi che serve a completare l’operazione: gli altri 800 milioni fanno parte del fondo per le infrastrutture».
«Con il bando si avvia una importante ricucitura delle periferie, luoghi non necessariamente lontani dal centro, in cui si concentra il degrado socio-economico», ha osservato Antonio Decaro che ha chiesto al governo di rendere stabili queste risorse in modo da disegnare finalmente «una strategia unitaria» per le periferie.
Un appello subito condiviso dal premier. «Ha ragione Decaro a dire che non può essere una tantum e che deve trattarsi di un impegno di lunga durata ma io sono orgoglioso di rivendicare il fatto che questo impegno che il presidente Renzi aveva preso a nome del governo viene mantenuto, e viene mantenuto lavorando sul nostro tessuto urbano», ha sottolineato il presidente del consiglio.
Tra i progetti presentati ieri a Palazzo Chigi spicca proprio quello della città metropolitana di Bari, guidata da Decaro. Non solo per il valore complessivo del progetto, denominato «Periferie aperte» (oltre 100 milioni di euro), ma anche perché il bando punta a coinvolgere 41 comuni dell’area metropolitana barese prevedendo la realizzazione di 36 interventi strategici di riqualificazione dello spazio pubblico puntando su mobilità sostenibile, sicurezza, infrastrutture sportive, spazi verdi e arte pubblica. Da segnalare anche il progetto del comune di Napoli «Restart Scampia» che punta a riqualificare il quartiere anche attraverso l’abbattimento di tre dei quattro complessi residenziali meglio conosciuti come «Le Vele» e ormai divenuti simbolo del degrado della zona.