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 2017  marzo 07 Martedì calendario

APPUNTI PER GAZZETTA - SCIOPERO DELLE DONNE E ALTRE AMENITA’ RELATIVE ALL’8 MARZOREPUBBLICA.ITMILANO - Si prenannuncia un mercoledì di disagio per i viaggiatori italiani in vista dello sciopero generale in programma domani

APPUNTI PER GAZZETTA - SCIOPERO DELLE DONNE E ALTRE AMENITA’ RELATIVE ALL’8 MARZO

REPUBBLICA.IT
MILANO - Si prenannuncia un mercoledì di disagio per i viaggiatori italiani in vista dello sciopero generale in programma domani. Al riparo dallo stop resteranno i treni dell’alta velocità. Trenitalia ha infatti assicurato la piena operatività delle Frecce. I treni regionali - ha spiegato invece la compagnia - potranno subire ritardi, cancellazioni e variazioni mentre per quelli  a lunga percorrenza le modifiche sono riportate sul sito. Anche Italo ha pubblicato sul proprio sito la lista dei treni garantiti.

A Roma lo sciopero riguarderà bus, tram, metropolitane gestite da Atac, le ferrovie Roma-Civitacastellana-Viterbo e Roma-Lido e le linee periferiche gestite dalla società Roma Tpl. Il servizio sarà comunque regolare durante le fasce di garanzia fino alle 8.30 e dalle 17 alle 20. Nella notte tra l’8 e il 9 marzo non è garantito il servizio dei bus notturni e della linea 913.

In Lombardia, Trenord assicurerà le fasce orarie di garanzia, dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Il servizio regionale, suburbano, aeroportuale e a lunga percorrenza potrebbe subire ritardi, variazioni e cancellazioni, si legge nel sito. I collegamenti aeroportuali "Milano Cadorna/Milano Centrale - Malpensa Aeroporto" e "Malpensa Aeroporto - Bellinzona" potranno essere sostituiti da autobus (che non effettuano fermate intermedie) per le sole tratte "Luino - Malpensa Aeroporto" e "Malpensa Aeroporto - Milano Cadorna". Viaggeranno i treni inseriti nella lista dei "Servizi Minimi Garantiti", la cui partenza da orario ufficiale è prevista dopo le ore 06 e l’arrivo a destinazione finale entro le 09 e quelli la cui partenza da orario ufficiale è prevista dopo le 18. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale secondo Atm, l’azienda dei trasporti della città di Milano, sono previsti disagi dalle 8.45 alle 15.00 e dalle 18.00 al termine del servizio.

Lo sciopero generale dell’8 marzo coinvolgerà anche i trasporti aerei dalla mezzanotte di martedì 7 marzo alle 23.59 di mercoledì ma al momento sui siti dei principali aeroporti non sono ancora indicati voli di cui è prevista la cancellazione.

IL CASO DI BARBARA

Barbara è viva per miracolo. Nessuno credeva che potesse farcela. Non lo credevano i familiari, non lo credevano perfino i medici. Tre giorni di coma, sei delicatissimi interventi. Era arrivata al pronto soccorso con tre squarci sulla pelle: alla schiena, sul petto, alla nuca. Accoltellata dal marito. Aggredita brutalmente in una notte da incubo. Mentre lei dormiva, l’uomo che aveva sposato cominciò a colpirla con un quadro. Una furia dirompente. Lei si svegliò di soprassalto. Quando aprì gli occhi, il marito aveva un coltello in mano. Uno, due, tre fendenti. Il sangue divampava dal suo corpo ferito, gocciolava sul pavimento di casa. Era la notte del 7 settembre 2014. Poi la fuga, con le poche forze rimaste a disposizione. L’emorragia sempre più intensa, il soccorso dei vicini in piena notte. L’ambulanza, l’ospedale. Poi il miracolo, il risveglio, la riabilitazione. E la certificata invalidità biologica del 65 per cento, ostacolo per una nuova vita.

Il marito è stato arrestato. Ha fatto soltanto sette mesi di carcere, poi i domiciliari. Una beffa, per Barbara Portela, 40 anni, che ancora non ha avuto alcun risarcimento dall’aggressore. Lui si è suicidato durante gli arresti domiciliari: scappò di casa, lo ritrovarono in un torrente, senza vita. E Barbara è rimasta senza risarcimento. E senza soldi, non può ricominciare a vivere. “Ho finito i miei soldi per seguire la riabilitazione”. E’ disoccupata, non può pagarsi lo psicologo, fatica a trovare lavoro perché invalida. Si porta dietro tantissimi dolori. Non solo psicologici. Ha problemi di deambulazione, cammina con difficoltà, viaggia con una strettissima pancera per attutire i dolori alla pancia. Ha problemi all’intestino.

Il lavoro è un miraggio. “Non reggo più una giornata lavorativa di otto ore, ma vorrei tanto tornare a lavorare nel sociale”. Prima era una maestra d’asilo, amava il suo lavoro. Oggi è una donna disperata. Ieri aggredita, oggi disoccupata. “Dov’è lo Stato”? si chiede. E’ delusa, amareggiata: “Non ho avuto giustizia. Prima il danno, poi la beffa”. Non avendo ottenuto alcun risarcimento in sede penale, adesso i suoi avvocati, quelli che la stanno seguendo nel procedimento civile, hanno proceduto con un atto di citazione in tribunale, nella speranza che il risarcimento possa arrivare dagli eredi dell’aggressore.

Barbara è fragile, ma coraggiosa. Non molla, animata dalla fede. E’ felice di essere sopravvissuta. Scampoli di sorrisi in un tumulto di singhiozzi. Lacrime sull’orlo delle palpebre. Speranza e pianti torrenziali, una vita sul filo dei sentimenti. Ricorda quella notte, perché ricordare aiuta a metabolizzare il trauma. È quasi una liberazione, per quanto dolorosa. Piange. Non potrà mai dimenticare. Però è viva. E di questo ringrazia Dio. È convinta che sia stato un angelo a farla sopravvivere. È stato proprio questo - la sua profonda fede e la sua generosità - a tenerla ancorata al marito. “Era squilibrato – dice Barbara – ma riconoscevo che era malato, per cui gli sono stata accanto”. Non è facile spiegare: “Ci si trova prigioniere della persona che si è sposata”.

Vorrebbe che la sua tragica esperienza potesse essere d’aiuto per le tante donne vittime di violenza: “Se i vostri compagni sono violenti, andate via, non vi fate abbindolare, non restate prigioniere, cercate aiuto”. Lei di aiuto, ne ha avuto poco. Poco sostegno anche dai centri antiviolenza: “Ci sono poche strutture in Italia, il loro lavoro è messo a dura prova e non sempre hanno gli strumenti per aiutare le donne in difficoltà”. Barbara si è sentita abbandonata. Da tutto e da tutti. Tranne che dagli amici, da sua madre e dalla fede. Riparte proprio da qui, consapevole che, se giustizia sarà fatta e arriverà un lavoro, potrà tornare ad essere felice.

CORRIERE.IT
Poterebbero fermarsi trasporti, la scuola, e in generale tutte le donne lavoratrici. È stato ribattezzato «Lotto marzo» lo sciopero di 24 ore proclamato dai sindacati Usi, Slai Cobas, Cobas, Confederazione dei Comitati di Base, Usb, Sial Cobas, Usi-Ait, Usb, Sgb, Flc e Cgil in concomitanza con la festa della donna, l’8 marzo appunto.

Le ragioni dello sciopero

Lo sciopero promosso in tutto il mondo dal «Movimento Internazionale delle Donne» e in Italia da «Non una di meno», attiva contro la violenza di genere. L’obbiettivo, si legge sul sito, ribadire anche attraverso l’astensione dal lavoro il rifiuto della violenza di genere in tutte le sue forme: oppressione, sfruttamento, sessismo, razzismo, omo e transfobia. Ci saranno cortei e manifestazioni, assemblee nelle piazze, scuole e ospedali e le donne, come si legge sul sito potranno astenersi dal lavoro e dalle attività domestiche.

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I mezzi pubblici

A fermarsi saranno i trasporti pubblici in molte città a Milano tram e metropolitana potrebbero fermarsi tra le 8.45 e le 15 e dalle 18 a fine servizio. A Roma lo scioperò riguarderà bus, tram e metropolitane gestite da Atac, le ferrovie le ferrovie Roma-Civitacastellana-Viterbo e Roma-Lido e le linee periferiche gestite dalla società Roma Tpl. Sono comunque previste delle fasce di garanzia fino alle 8.30 e dalle 17 alle 20.

I treni

Ritardi e disagi saranno possibili anche per quanto riguarda il trasporto ferroviario: Trenitalia ha comunicato che problemi e cancellazioni a partire dalla mezzanotte di martedì 7 marzo fino alle 21 dell’8 marzo potrebbero verificarsi su tutte le linee, ad eccezione delle Frecce. Ritardi possibili anche sulle tratte coperte da Trenord, assicurato il transito di dei convogli inseriti nell’elenco dei «servizi minimi garantiti», ovvero quelli con partenza dopo le 6 del mattino e arrivo entro le 9 e quelli con partenza dopo le 18. Lo sciopero riguarderà anche Italo.

Gli aerei

Lo sciopero generale riguarderà anche il trasporto aereo dalla mezzanotte di martedì 7 marzo alla stessa ora di mercoledì. Garantite le fasce orarie dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21.

La scuolaDisagi possibili anche per quanto riguarda la scuola, università , enti pubblici di ricerca e alta formazione artistica e musicale, si fermano i lavoratori che aderiscono a Flc-Cgil, stop anche per i dipendenti delle aziende pubbliche e private del servizio sanitario nazionale aderenti a Cub-Sanità. Insomma problemi potrebbero registrarsi sia per il regolare svolgimento delle lezioni che anche per le cure indispensabili negli ospedali: a ogni donna la facoltà di scegliere se lavorare o meno. Alle 17 è previsto un corteo a Roma con partenza dal Colosseo.

LASTAMPA.IT

Nel giorno della Festa della donna è stato programmato uno sciopero generale del settore pubblico e privato con molti disagi in vista per chi deve viaggiare e vuole spostarsi. Lo stop è stato proclamato dai sindacati Flc-Cgil, Usi-Ait, Adl-Cobas, Slai Cobas, Cobas-Confederazione dei Comitati di Base, Usb, Sial Cobas, Usb, Sgb, e avrà una durata di 24 ore. I sindacati hanno risposto alla mobilitazione rilanciata in Italia dal movimento «Non una di meno» per dire no alla violenza di genere. 

 

Lo sciopero non riguarda solo il nostro Paese: avviato in Argentina e in Polonia, è stato ripreso da una quarantina di Stati in tutto il mondo. Le donne, per 24 ore, si asterranno (realmente o simbolicamente) dal lavoro e anche dalla «cura», cioè dal lavoro in casa e per i figli. La rete «Non una di meno» il 26 e 27 novembre scorso, ha portato nelle strade di Roma più di 200mila persone contro la violenza maschile sulle donne. Il 4 e 5 febbraio a Bologna è proseguito il confronto su otto tavoli tematici per redigere il Piano nazionale antiviolenza e preparare gli 8 punti per l’8 marzo. 

 

Ecco la mappa degli stop:  

TRASPORTO PUBBLICO LOCALE - METRO, BUS E TRAM  

Secondo Atm, l’azienda dei trasporti della città di Milano, sono previsti disagi dalle 8.45 alle 15.00 e dalle 18.00 al termine del servizio. 

 

A Roma lo sciopero riguarderà bus, tram, metropolitane gestite da Atac, le ferrovie Roma-Civitacastellana-Viterbo e Roma-Lido e le linee periferiche gestite dalla società Roma Tpl. Il servizio sarà comunque regolare durante le fasce di garanzia fino alle 8.30 e dalle 17 alle 20. Nella notte tra l’8 e il 9 marzo non è garantito il servizio dei bus notturni e della linea 913. 

 

AEREI  

Lo sciopero coinvolgerà anche i trasporti aerei dalla mezzanotte di martedì 7 marzo alle 23.59 di mercoledì.  

 

TRENI  

Trenitalia ha comunicato che lo sciopero inizierà a mezzanotte di martedì 7 marzo e si concluderà alle 21 dell’8 marzo. Fs fa sapere che le Frecce circoleranno regolarmente ma i treni regionali potranno subire ritardi, cancellazioni e variazioni. Per i treni a lunga percorrenza le modifiche sono riportate sul sito. Anche sul sito di Italo è pubblicata la lista dei treni garantiti. Per Trenord a Milano saranno rispettate le fasce orarie di garanzia, dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Il servizio regionale, suburbano, aeroportuale e a lunga percorrenza potrebbe subire ritardi, variazioni e cancellazioni, si legge nel sito. I collegamenti aeroportuali «Milano Cadorna/Milano Centrale - Malpensa Aeroporto» e «Malpensa Aeroporto - Bellinzona» potranno essere sostituiti da autobus (che non effettuano fermate intermedie) per le sole tratte «Luino - Malpensa Aeroporto» e «Malpensa Aeroporto - Milano Cadorna». Viaggeranno i treni inseriti nella lista dei «Servizi Minimi Garantiti», la cui partenza da orario ufficiale è prevista dopo le ore 06 e l’arrivo a destinazione finale entro le 09 e quelli la cui partenza da orario ufficiale è prevista dopo le 18. 

 

SCUOLA  

Ha aderito alla protesta la Flc-Cgil: incrocerà le braccia il comparto scuola, università, enti pubblici di ricerca e alta formazione artistica e musicale. Stop per l’intera giornata di tutto il personale docente, educativo, ata e dirigente scolastico delle scuole e delle istituzioni scolastiche non statali. Le motivazioni, spiega il sindacato, risiedono nell’ancora insufficiente promozione delle pari opportunità, nella sempre maggiore difficoltà di conciliazione tra i tempi di vita e i tempi di lavoro, nella necessità di promuovere con maggior forza la pari dignità maschile e femminile. 

 

SANITÀ  

Si fermano anche i dipendenti di tutte le aziende pubbliche e private del servizio sanitario nazionale aderenti a Cub-Sanità.